lunedì 10 ottobre 2016

DIPENDENZA: LA PREVENZIONE NELLE SCUOLE

Per DIPENDENZA si intende un’ alterazione del comportamento che da semplice e comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. 

Dal punto di vista degli effetti è utile suddividere la dipendenza in fisica (alterato stato biologico) e dipendenza psichica(alterato stato psichico e comportamentale).
La dipendenza fisica è prodotta essenzialmente dai condizionamenti neurobiologici. La dipendenza psichica, difficile punto nodale della tossicodipendenza, richiede interventi terapeutici lenti, complessi e ad ampio raggio, coinvolgendo spesso i familiari che stanno attorno alla persona dipendente.
Le forme più gravi comportano dipendenza fisica e psichica con compulsività, cioè, ad esempio, con bisogno di assunzione ripetuta della droga da cui si dipende per risperimentarne l'effetto psichico ed evitare la sindrome di astinenza.
Dal punto di vista delle cause si può dipendere patologicamente da cibo (bulimia, dipendenza da zuccheri), disturbo da alimentazione incontrollata, da sostanze stupefacenti (tossicodipendenza), in cui rientrano l'alcolismo, il caffeinismo e il tabagismo, da sesso, da lavoro, da comportamenti come il gioco (gioco d’azzardo patologico), lo shopping (shopping compulsivo), la televisione, internet, i videogiochi. 


Il nostro obiettivo, come volontari del Servizio Civile, è quello di ridurre le situazioni di sopraffazione nel gruppo dei pari, formando ed informando sui temi della legalità, del bullismo e dipendenze patologiche attraverso incontri di condivisione e dialogo. I ragazzi saranno coinvolti in maniera attiva e avranno occasioni per essere protagonisti dentro i percorsi di apprendimento: incontrando adulti capaci di ascoltare, può migliorare il loro ben-essere a scuola, il legame con gli insegnanti e le probabilità di successo scolastico e relazionale. 
Il progetto, nel caso delle dipendenze, si propone l’obiettivo di fornire un’informazione/formazione per la prevenzione delle varie forme di dipendenza patologica che però parta dai dubbi dei ragazzi, dalla loro disinformazione, dalle loro costruzioni razionali che giustificano l’uso di sostanze e, non ultimo, dalla necessità di affrontare una prima riflessione sulle cause, o meglio gli ambiti nei quali essa si radica e si espande. Il progetto si propone di affrontare anche le altre dipendenze importanti quali il fumo, l’alcool, il cibo e il computer.
L’esperienza promossa all’interno negli istituti scolastici, oltre a fornire l’occasione per un maggior grado di sensibilizzazione al tema, nasce da tre presupposti: 

1. L'osservazione che l’abuso di alcool e di sostanze tende a manifestarsi e svilupparsi soprattutto in età adolescenziale (è evidente,quindi, che i maggiori sforzi di tipo preventivo vanno fatti in questa fase della vita di una persona);
2. Dati di fatto supportati da studi effettuati sulla popolazione europea di preadolescenti ed adolescenti. Secondo tali studi il rafforzare quei fattori di protezione quali l’interesse per lo studio, la considerazione di sé, l’autoefficacia di fronte ai problemi, l’autostima scolastica e la buona comunicazione con i pari e gli adulti significativi allontana e previene l’insorgenza, in età preadolescenziale e adolescenziale, di disturbi del comportamento quali l’abuso e la dipendenza da sostanze.
3. La rilevazione di sempre più casi di abusi e dipendenze fra giovani adolescenti nel territorio in cui è inserita la nostra scuola. Le manifestazioni di disagio tra le giovani generazioni sono sempre più frequenti e diversificate. I comportamenti antisociali “classici”, come l’abitudine al fumo, l’uso di droghe leggere e l’assunzione di alcolici, sono oggi giorno più complessi, perché accompagnati da una forte dose di aggressività nell’affrontare le situazioni di vita quotidiana sia a scuola sia in famiglia. 

I Programmi di Prevenzione dovrebbero avere come obiettivo di fondo quello di accrescere i fattori di protezione ed eliminare o ridurre quelli di rischio.
Fare prevenzione, dunque, significa oggi fornire alle nuove generazioni strumenti e opportunità che li aiutino ad affrontare la complessità del vivere. Affinché i ragazzi possano acquisire competenze atte a favorire lo sviluppo di elementi protettivi rispetto ai rischi che possono accompagnare, tra le altre, la scelta di utilizzare o meno sostanze psicoattive ed alcool, è importante lavorare sulle loro abilità cognitive, emotive e relazionali.

mercoledì 5 ottobre 2016

CONOSCERE PER COSTRUIRE LEGALITÀ

 “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.” 
 Paolo Borsellino 



L’educazione alla legalità ebbe formale origine nel contesto storico 1992-93, quando gravi eventi come le stragi di Capaci e Via D’Amelio, gli attentati di Milano, di Firenze, di Roma, resero forte la percezione di una minaccia al sistema democratico; l’onda emotiva che ne seguì portò ad un proliferare di iniziative della società civile, che indussero ad un nuovo impulso nella promozione della cultura democratica, quale mezzo di contrasto a fenomeni, come quello mafioso, permeati della cultura della prevaricazione e della violenza.
Volendo fare un sommario ritratto della “mafia”, possiamo dire che essa è un atteggiamento, una malattia dell’animo umano, che, in determinate condizioni economiche e culturali, diventa una malattia sociale.
Possiamo affermare che, la lotta alla mafia rappresenta, un’occasione specifica di traduzione in termini concreti dell’educazione alla legalità.
Con il termine legalità s’ intende l’osservanza delle leggi, cioè il rispetto delle norme democratiche che regolano la vita civile. Lo Stato deve essere il primo garante della legalità, praticando quei comportamenti corretti che poi si esigono dai cittadini e assicurando alla giustizia i criminali. L’educazione alla legalità ha per oggetto la natura e la funzione delle regole nella vita sociale, i valori della democrazia, l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Educare alla legalità significa elaborare e diffondere la cultura dei valori civili, consente l’acquisizione di una nozione più profonda dei diritti di cittadinanza, partendo dalla consapevolezza della reciprocità fra soggetti dotati della stessa dignità. Essa aiuta a comprendere come l’organizzazione della vita personale e sociale si fondi su un sistema di relazioni giuridiche, sviluppa la consapevolezza che condizioni valori, quali: dignità, libertà, solidarietà, sicurezza, che non possono considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette. Oltre ad essere una premessa culturale indispensabile, si pone come un sostegno operativo quotidiano, perché  solo un’azione di lotta radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmata risposta all’incalzare del fenomeno criminale. In effetti, educare alla legalità, vuol dire in primo luogo praticarla: le regole non devono essere presentate come puri comportamenti obbligatori, ma devono essere vissute con consapevolezza e partecipazione. Per recuperare e per affermare il valore della cultura della legalità, occorre promuovere il concetto di cittadinanza, fondato sulla coscienza di due principi essenziali: quello del “diritto” e quello del “dovere”, sul rispetto dell’altro, delle regole e delle leggi.

lunedì 12 settembre 2016

Servizio Civile e Volontariato

Il Volontario può essere definito come una Persona, un Cittadino, che mette gratuitamente il proprio tempo libero, le proprie risorse umane, le proprie capacità professionali a disposizione degli altri, specialmente delle persone emarginate o in condizioni di particolare bisogno e ciò in uno spirito di umana solidarietà. In questa definizione vengono in evidenza alcune caratteristiche essenziali della figura del Volontario: la gratuità, la creatività, la concretezza, la continuità, la preparazione, la motivazione.
Le associazioni di volontariato non si limitano ad un’opera di tamponamento alle difficoltà, ma cerca, attraverso l’analisi della situazione di individuare le cause della sofferenza e del bisogno e di impegnarsi ad eliminare, o a modificare, o quantomeno ridurre quelle cause, attraverso la collaborazione dei giovani coinvolti nei progetti di servizio civile.


La Comunità Emmanuel è nata dal volontariato, dal servizio gratuito, dalla scelta di impegnarsi in prima persona. Ancora, oggi, dopo venticinque anni, il Volontariato rappresenta la radice più profonda, fertile e preziosa della Comunità:

 http://www.comunita-emmanuel.org/sostienici/Sostienici_volontariato.asp

venerdì 2 settembre 2016

Cos'è il Progetto "A Scuola con Emannuel"


"A SCUOLA CON EMMANUEL"


ENTE PROMOTORE: CONFCOOPERATIVE
ENTE OSPITANTE: CONSORZIO EMMANUEL


COS’E’ IL PROGETTO “A SCUOLA CON EMMANUEL”
Il Consorzio Emmanuel dal titolo “A Scuola con Emmanuel” sarà attuato da 6 volontari affiancati da figure professionali e si articolerà in due fasi, rivolte alle classi quarte e quinte delle Scuole Primarie e alle classi prime e seconde delle Scuole Secondarie di Primo Grado:
  • Azione 1. Realizzazione di percorsi didattici e laboratoriali con attività ludico-ricreative;
  • Azione 2. Concorso per la realizzazione di uno spot pubblicitario sulle tematiche della legalità.
L’Istituto Scolastico può aderire o a entrambe le fasi o ad una sola di esse, senza alcun vincolo.


PROGETTO DIDATTICO
OBIETTIVI GENERALI:

Il progetto prevede azioni, che prendendo spunto dal gioco, trasferiscano ai bambini e ai ragazzi, conoscenze e abilità rivolte all'acquisizione di valori che promuovano il rispetto delle regole.
L'obiettivo generale è ridurre le situazioni di sopraffazione nel gruppo dei pari, formando ed informando sui temi della legalità, del bullismo e dipendenze patologiche attraverso incontri di condivisione e dialogo.

Gli OBIETTIVI SPECIFICI sono:
  • Sostenere e rafforzare l’autostima dei singoli ragazzi;
  • Riconoscere e contrastare gli atti di sopraffazione da parte del gruppo;
  • Educare alla cittadinanza attiva.

 
ATTIVITA’ DEL PROGETTO
Le attività previste, in forma laboratoriale/esperienziale, guidare da professionisti del settore in collaborazione con i volontari de Servizio Civile saranno articolate nel seguente modo: 
  • n. 1 incontro: “L’albero della legalità”: la fiducia nella legge come garanzia dei diritti di tutti i cittadini;
  • n. 1 incontro: Laboratorio Emozionale: scrivere per ogni compagno tre pregi in forma anonima con distribuzione casuale finale;
  • n1. incontro: Laboratorio Multimediale e Circle Time.


TEMPI DI REALIZZAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’
Il progetto prevede una durata di n. 3 incontri (ciascun incontro avrà una durata massima di n. 4 ore per un totale di n. 12 ore) che si svolgeranno nel corso di un mese nell’anno scolastico in corso.


RISULTATI ATTESI
  • Consapevolezza del valore delle regole all’interno della società, del gruppo tra i pari, di se stessi;
  • Valorizzazione del singolo nel gruppo;
  • Sensibilizzazione e prevenzione.


venerdì 22 luglio 2016

Servizio civile e Rievocanto insieme!

Le nostre attività continuano! Dopo le vacanze estive gli aggiornamenti aumenteranno e aggiungeremo tutto il necessario per tenervi sempre aggiornati.


Il gruppo Rievocanto ha creato uno spazio di collaborazione con il nostro gruppo del servizio civile. Il progetto ministeriale “RievoCanto del Mondo” tratta tematiche di tolleranza religiosa e culturale attraverso l’approccio della rievocazione storica. 
La loro esperienza nei differenti contesti scolastici ci ha permesso di approfondire delle tematiche a riguardo della relazione con l'altro, di  appropriarci di nuove tecniche per la conduzione laboratoriale e di conoscerci meglio come gruppo. Durante l'incontro esperenziale ci siamo dati l'opportunità di sperimentarci in prima persona nelle varie attività che verranno proposte nelle scuole che aderiranno al progetto.




Una delle attività laboratoriali che abbiamo sperimentato è intitolata "La sagoma". Nel particolare ci siamo divisi in piccoli gruppi dove si è riprodotta una sagoma umana, ognuno di noi ha scritto qualcosa di se all'interno di essa: date importati (la nascita, il primo amore, le prime delusioni, ecc...), elementi essenziali del nostro temperamento, aggettivi che ci caratterizzano, emozioni che hanno colorato la nostra vita. Lo step successivo è stato quello del passaggio da un autoanalisi interiore a un confronto diretto con l'altro nel gruppo; questo ci ha permesso di creare alleanza, di entrare in empatia con l'altro, di mettere a nudo noi stessi e soprattutto conoscerci meglio attraverso una relazione più vera e autentica.



Grazie a Rievocanto per averci arricchito con questa bellissima esperienza!