Dal punto di vista degli effetti è utile suddividere la dipendenza in fisica (alterato stato biologico) e dipendenza psichica(alterato stato psichico e comportamentale).
La dipendenza fisica è prodotta essenzialmente dai condizionamenti neurobiologici. La dipendenza psichica, difficile punto nodale della tossicodipendenza, richiede interventi terapeutici lenti, complessi e ad ampio raggio, coinvolgendo spesso i familiari che stanno attorno alla persona dipendente.
Le forme più gravi comportano dipendenza fisica e psichica con compulsività, cioè, ad esempio, con bisogno di assunzione ripetuta della droga da cui si dipende per risperimentarne l'effetto psichico ed evitare la sindrome di astinenza.
Dal punto di vista delle cause si può dipendere patologicamente da cibo (bulimia, dipendenza da zuccheri), disturbo da alimentazione incontrollata, da sostanze stupefacenti (tossicodipendenza), in cui rientrano l'alcolismo, il caffeinismo e il tabagismo, da sesso, da lavoro, da comportamenti come il gioco (gioco d’azzardo patologico), lo shopping (shopping compulsivo), la televisione, internet, i videogiochi.
Il progetto, nel caso delle dipendenze, si propone l’obiettivo di fornire un’informazione/formazione per la prevenzione delle varie forme di dipendenza patologica che però parta dai dubbi dei ragazzi, dalla loro disinformazione, dalle loro costruzioni razionali che giustificano l’uso di sostanze e, non ultimo, dalla necessità di affrontare una prima riflessione sulle cause, o meglio gli ambiti nei quali essa si radica e si espande. Il progetto si propone di affrontare anche le altre dipendenze importanti quali il fumo, l’alcool, il cibo e il computer.
L’esperienza promossa all’interno negli istituti scolastici, oltre a fornire l’occasione per un maggior grado di sensibilizzazione al tema, nasce da tre presupposti:
1. L'osservazione che l’abuso di alcool e di sostanze tende a manifestarsi e svilupparsi soprattutto in età adolescenziale (è evidente,quindi, che i maggiori sforzi di tipo preventivo vanno fatti in questa fase della vita di una persona);
2. Dati di fatto supportati da studi effettuati sulla popolazione europea di preadolescenti ed adolescenti. Secondo tali studi il rafforzare quei fattori di protezione quali l’interesse per lo studio, la considerazione di sé, l’autoefficacia di fronte ai problemi, l’autostima scolastica e la buona comunicazione con i pari e gli adulti significativi allontana e previene l’insorgenza, in età preadolescenziale e adolescenziale, di disturbi del comportamento quali l’abuso e la dipendenza da sostanze.
3. La rilevazione di sempre più casi di abusi e dipendenze fra giovani adolescenti nel territorio in cui è inserita la nostra scuola. Le manifestazioni di disagio tra le giovani generazioni sono sempre più frequenti e diversificate. I comportamenti antisociali “classici”, come l’abitudine al fumo, l’uso di droghe leggere e l’assunzione di alcolici, sono oggi giorno più complessi, perché accompagnati da una forte dose di aggressività nell’affrontare le situazioni di vita quotidiana sia a scuola sia in famiglia.
I Programmi di Prevenzione dovrebbero avere come obiettivo di fondo quello di accrescere i fattori di protezione ed eliminare o ridurre quelli di rischio.
Fare prevenzione, dunque, significa oggi fornire alle nuove generazioni strumenti e opportunità che li aiutino ad affrontare la complessità del vivere. Affinché i ragazzi possano acquisire competenze atte a favorire lo sviluppo di elementi protettivi rispetto ai rischi che possono accompagnare, tra le altre, la scelta di utilizzare o meno sostanze psicoattive ed alcool, è importante lavorare sulle loro abilità cognitive, emotive e relazionali.








