La giornata si è conclusa con una riflessione verso gli obiettivi più importanti realizzati nella nostra vita come lo studio, il lavoro, la vita affettiva.
lunedì 26 dicembre 2016
SCUOLA I.C. POLO 2: TERZO INCONTRO
Mercoledì 21 Dicembre è avvenuto il terzo e ultimo incontro, sulla
tematica delle Dipendenze, presso l’istituto Polo II di Taurisano.
La
mattinata ha avuto inizio con la presentazione del Dott. Massimiliano
Margarito, il quale, dopo una breve introduzione sull’argomento, ha
avuto modo di interagire con i ragazzi della classe 3° A, attraverso la
visione di un filmato sull’utilizzo di Droga e Alcool fatto dai giovani e
i conseguenti effetti fisici e psichici che ne derivano.
È
seguito un partecipato brainstorming in cui i ragazzi hanno potuto
conoscere e discutere di quanto si possa essere influenzati e dipendere
dal giudizio dell’altro (attraverso la riflessione su una relazione
d’amicizia presente tra due compagni), quanto possa esser e difficile
esprimere le proprie emozioni, la differenza tra droghe legali e
illegali. Nel particolare, la discussione si è soffermata sul fatto che
gli adolescenti si trovano in una fase di non equilibrio: tra funzioni
che li spingono verso il piacere e funzioni che cercano di mantenere
tali pulsioni in un’area di razionalità. Gli studenti hanno scoperto che
i centri del piacere possono essere stimolati in molti altri modi
evitando, dunque, l’utilizzo delle diverse sostanze tossiche: esiste uno
sballo naturale che può essere molto più forte della droga come
l’amicizia, un buon voto a scuola, l’innamoramento.
La giornata si è conclusa con una riflessione verso gli obiettivi più importanti realizzati nella nostra vita come lo studio, il lavoro, la vita affettiva.
Ci possiamo rendere conto che non è tanto l’obiettivo in sè a
contare davvero, ma il percorso fatto per raggiungerlo e che ci ha
trasformato nella persona degna di quell’obiettivo. Raggiungiamo davvero
i nostri obiettivi, dunque, non quando cerchiamo scorciatoie o evitiamo
le difficoltà, ma quando impariamo ad affrontarle.
La giornata si è conclusa con una riflessione verso gli obiettivi più importanti realizzati nella nostra vita come lo studio, il lavoro, la vita affettiva.
giovedì 15 dicembre 2016
SCUOLA I.C. POLO 2: SECONDO INCONTRO
Mercoledì 14 dicembre 2016, come previsto dal calendario del progetto “A scuola con Emmanuel”, si è tenuto il secondo incontro (quinto dei complessivi organizzati) presso l’Istituto Polo II di Taurisano (LE).
Dopo aver dato una rinfrescata alla nostra memoria con un veloce giro di presentazione della classe 3^A, l’incontro ha subito preso vita con l’intervento della dott.ssa Chiari, che ha impugnato l’attenzione dei ragazzi introducendo prontamente l’argomento del bullismo accompagnata dalle sue fedelissime slide.
Alle ore 10.50 c’è stata una piccola pausa per riprendere poi con le attività laboratoriali gestite da noi Volontari. Ovviamente, essendo dei ragazzi di 3^ media i laboratori sono stati rimodulati per essere appresi in maniera differente, mantenendo però gli stessi obiettivi.
Questa giornata è stata difficile da affrontare, in quanto catturare l’attenzione continua dei ragazzi di questa età è molto più faticoso, rispetto ai bambini che invece sono più partecipativi e spontanei.
Dopo aver dato una rinfrescata alla nostra memoria con un veloce giro di presentazione della classe 3^A, l’incontro ha subito preso vita con l’intervento della dott.ssa Chiari, che ha impugnato l’attenzione dei ragazzi introducendo prontamente l’argomento del bullismo accompagnata dalle sue fedelissime slide.
Alle ore 10.50 c’è stata una piccola pausa per riprendere poi con le attività laboratoriali gestite da noi Volontari. Ovviamente, essendo dei ragazzi di 3^ media i laboratori sono stati rimodulati per essere appresi in maniera differente, mantenendo però gli stessi obiettivi.
Questa giornata è stata difficile da affrontare, in quanto catturare l’attenzione continua dei ragazzi di questa età è molto più faticoso, rispetto ai bambini che invece sono più partecipativi e spontanei.
Mercoledì prossimo ci sarà l'ultimo incontro basato sulle Dipendenze.
lunedì 12 dicembre 2016
SCUOLA I.C. POLO 2: PRIMO INCONTRO
Mercoledì 7 Dicembre
si è svolto presso I.C Polo2 di Taurisao (classe media 3A), il primo
incontro sulla tematica della Legalità.
É stato il primo
incontro del secondo ciclo delle attività previste dal progetto “A
Scuola Con Emmanuel”; tenuto dai Volontari del Servizio Civile
accompagnati dai relativi formatori.
La classe si è
dimostrata abbastanza vivace e interessata all'argomento trattato.
I prossimi incontri si
terranno Mercoledì 14 Dicembre per affrontare insieme la tematica
del Bullismo; e Mercoledì 21 per affrontare la tematica sulle
Dipendenze.
venerdì 2 dicembre 2016
SCUOLA CESARE BATTISTI: TERZO E ULTIMO INCONTRO
Il 30 Novembre 2016 si è tenuto il terzo ed ultimo incontro presso la Scuola Primaria “Cesare Battisti” di Lecce.
La tematica affrontata con gli studenti è stata quella della DIPENDENZA: si è condotto un laboratorio esperienziale dove si è discusso con i ragazzi di quanto sia difficile andare oltre la dipendenza del giudizio dell’altro, nel rispetto della diversità e della possibilità di scegliere sempre con la propria testa, secondo i propri gusti personali.
Attraverso la visione di alcuni filmati abbiamo esplorato le emozioni della rabbia e della tristezza: tali stati d’animo possono emergere in situazioni difficili della vita di ognuno di noi e in questi momenti è facile isolarsi nella Dipendenza. Durante tale attività i bambini hanno scoperto l’ importanza di rispettare i propri sentimenti e di chiedersi cosa c’è dietro la scelta di modellare sé e il proprio comportamento in una certa forma solamente per piacere agli altri.
L’esperienza ci ha permesso di far emergere in figura l’importanza del cambiare sguardo, andando oltre le apparenze, incontrandoci nella profondità e nella complessità della relazione autentica con l’altro.
Ringraziamo la docente per la sua disponibilità e per la gentilezza con cui ci ha accolto, i bambini della classe 5 A per il loro inesauribile entusiasmo, l’affetto e la passione con cui hanno partecipato al laboratorio e i professionisti che ci hanno accompagnato in questa bellissima avventura!
La tematica affrontata con gli studenti è stata quella della DIPENDENZA: si è condotto un laboratorio esperienziale dove si è discusso con i ragazzi di quanto sia difficile andare oltre la dipendenza del giudizio dell’altro, nel rispetto della diversità e della possibilità di scegliere sempre con la propria testa, secondo i propri gusti personali.
Attraverso la visione di alcuni filmati abbiamo esplorato le emozioni della rabbia e della tristezza: tali stati d’animo possono emergere in situazioni difficili della vita di ognuno di noi e in questi momenti è facile isolarsi nella Dipendenza. Durante tale attività i bambini hanno scoperto l’ importanza di rispettare i propri sentimenti e di chiedersi cosa c’è dietro la scelta di modellare sé e il proprio comportamento in una certa forma solamente per piacere agli altri.
L’esperienza ci ha permesso di far emergere in figura l’importanza del cambiare sguardo, andando oltre le apparenze, incontrandoci nella profondità e nella complessità della relazione autentica con l’altro.
giovedì 24 novembre 2016
SCUOLA CESARE BATTISTI: SECONDO INCONTRO
“Il bullismo è fare del male per sentirsi più forti”
-
“Mettersi al centro dell’attenzione facendo del male”
-
“Provocare per ottenere una reazione”
-
“Non ci sono solo bulli maschi, ma anche bulle femmine”
-
“Incapacità di comunicazione”
-
“Il bullo è debole perché usa la violenza su quelli più deboli di lui e non sui suoi pari”
-
“Mettersi al centro dell’attenzione facendo del male”
-
“Provocare per ottenere una reazione”
-
“Non ci sono solo bulli maschi, ma anche bulle femmine”
-
“Incapacità di comunicazione”
-
“Il bullo è debole perché usa la violenza su quelli più deboli di lui e non sui suoi pari”
La classe ha mostrato grande interesse ed entusiasmo nei nostri confronti, mantenendo sempre un grande livello di educazione e rispetto reciproco, ma anche nei confronti dell’argomento trattato, su cui si è dimostrata essere molto informata.
venerdì 18 novembre 2016
SCUOLA CESARE BATTISTI: PRIMO INCONTRO
Il 16 Novembre 2016 è avvenuto il primo incontro relativo al
progetto “A Scuola con Emmanuel” presso la Scuola Elementare
Cesare Battisti di Lecce.
Il laboratorio ha avuto inizio alle ore 9.00 nella classe 5A, dove 28
studenti ci hanno accolto con grande entusiasmo e curiosità. La
partecipazione dei ragazzi alle attività proposte e la loro
spontaneità ci ha permesso di trascorrere una magnifica giornata
dove è avvenuto uno scambio bilaterale in cui, non solo gli alunni,
ma anche noi Volontari abbiamo messo in gioco tutte le nostre
competenze e abilità volte alla conoscenza e alla promozione della
tematica della Legalità.
L' esperienze ludiche e interattive hanno stuzzicato la curiosità
dei ragazzi, i quali hanno interagito con noi attraverso domande e
racconti di vissuti personali: doni che ci hanno permesso di
comprendere il loro modo di intendere la Legalità all'interno del
contesto scolastico, della famiglia, nel rapporto con la società
ecc..
Per noi Volontari è stata un'esperienza molto produttiva e siamo
ancora più motivati a proseguire il nostro percorso!
Confermiamo la
data del prossimo appuntamento per mercoledì 23 Novembre dove
approfondiremo la tematica del“Bullismo”
giovedì 10 novembre 2016
IL BULLISMO
Nell’anno 2014, più del 50% degli 11-17enni hanno subito azioni
irrispettose e/o violente da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12
mesi precedenti.
Sono state ripetutamente vittime di bullismo:
* Più i ragazzi 11-13enni (22,5%) degli ado-lescenti 14-17enni (17,9%);
* Più le ragazze (20,9%) dei ragazzi (18,8%);
* Nelle scuole superiori abbiamo al primo posto i liceali (19,4%), seguiti dagli stu-denti degli istituti professionali (18,1%) ed infine da quelli degli istituti tecnici (16%).
Tipologie e percentuali di bullismo:
* Offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%);
* Derisione per l'aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%);
* Diffamazione (5,1%);
* Esclusione per le proprie opinioni (4,7%);
* Aggressioni con spintoni, botte, calci e pu-gni (3,8%).
(Dati statistici Istat, pubblicati nel 2015)
Le relazioni tra gli 11-17enni non sempre sono fa-cili, condivise e amichevoli. La presenza, tra i ra-gazzi, di rapporti interpersonali caratterizzati dall’interazione tra una “vittima” e uno o più “pre-potenti”, è sempre più una condizione da non sot-tovalutare. Da come si evince dai dati precedenti, la percentuale di soggetti che dichiara di avere su-bìto prepotenze diminuisce al crescere dell’età. Il 22,5% dei ragazzi 11-13enni dichiara di essere ri-masto vittima di vessazioni continue (una o più volte nel corso del mese) da parte di altri coetanei, rispetto al 17,9% degli adolescenti 14-17enni. Le differenze tra i ragazzi più piccoli e gli adolescenti si riducono se si considerano quanti hanno subìto prepotenze e/o vessazioni più raramente (qualche volta nell’anno): rispettivamente il 53,3% dei più piccoli e il 52,2% dei 14-17enni.
Inoltre, sempre secondo le statistiche Istat, si pos-sono riscontrare delle differenze sostanziali del fe-nomeno anche a livello territoriale. Difatti, il bulli-smo è più presente nel Nord del Paese, dove circa
il 23% degli 11-17enni sono state vittime di azioni vessatorie. Considerando anche le azioni avvenute sporadicamente (qualche volta nell’anno), oltre il 57% dei residenti al Nord ha subìto qualche prepo-tenza nel corso dell’anno precedente l’intervista, contro una quota inferiore al 50% dei residenti nelle regioni centrali e in quelle meridionali.
“Il bullismo nuoce alla società in modi deva-stanti, sfavorisce lo sviluppo economico e so-ciale, alimenta la criminalità e l’aggressività.”
Quali sono le possibili cause che scatenano que-sto fenomeno sociale molto radicato?
Le motivazioni che possono far scaturire casi di bullismo sono molteplici. Noi abbiamo cercato di prendere in considerazione soprattutto gli stili educativi:
* Mancanza di regole: Nei luoghi dove le re-gole non vengono rispettate è più facile che possano sorgere casi di prepotenza.
* La noia sociale: La mancanza di stimoli, l’insoddisfazione, la monotonia a volte spinge i ragazzi a trovare stimoli in con-dotte negative.
* Fascino del potere e di superiorità del bullo e del branco: Quello del senso di po-tere è una storia vecchia, tutti amano il potere, stare al comando, prendere deci-sioni, essere importanti, stare in prima li-nea. E c’è chi per ottenere il potere non si ferma davanti a niente ed utilizza qualsiasi mezzo.
* Appartenenza al branco: l’unione di per-sone può essere pericolosa.
* Il fascino del dominio: Dominare l’altro, comandarlo, imporgli la propria volontà, sottometterlo, umiliarlo, domarlo a pro-prio piacimento, sono tra i sentimenti che prova chi ama dominare.
* Il piacere di far soffrire: Alcune persone provano piacere a vedere l’altro soffrire, ne traggono godimento, a volte oltre ogni limite.
* Antipatia verso determinate per-sone: Spesso cerchiamo di trovare nel bul-lismo motivazioni particolari, e invece al-tro non è che una semplice antipatia: mi stai antipatico = ti tratto male.
* Intolleranza verso il diverso: Una delle motivazioni più frequenti nel bullismo è
l’intolleranza verso chi è percepito come diverso, senza che ci faccia niente di male, per il solo fatto di essere diverso: l’omo-sessuale, lo straniero (non inteso solo come nazionalità diversa, ma anche di-verso paese, diversa regione, nord e sud etc.).
* Incapacità del leader di gestire il proprio carisma: Alcuni ragazzi hanno un elevato carisma e questo li porta ad avere un grande ascendente sugli altri, ma poi non sanno controllare questo ascendente e lo utilizzano per fini personali, non sempre giusti.
* Divario della forza fisica: Stessa origine dell’incapacità di gestire il proprio cari-sma. La consapevolezza di essere più forte porta a pensare di poter fare ciò che si vuole.
* La paura e la debolezza della vit-tima: Sembra un paradosso, ma se un bambino è forte e sicuro di sé non rischia prepotenze, il fatto di essere debole e pauroso può essere determinante nel far scaturire le prepotenze.
* Mancanza di empatia, maturità, respon-sabilità e moralità del bullo: Il bullo non mostra avere empatia, non mostra matu-rità e responsabilità, e non mostra avere una moralità, perché allora dovrebbe ri-spettare la vittima?
* Stili educativi incongruenti: molti stili educativi possono essere fonte di disagio e comportamenti errati, ecco alcuni esempi di educazione:
o Permissiva, al bambino è per-messo tutto, spesso più perché i genitori vivono con frustrazione i capricci dei figli, arrivando a tolle-rare anche la violenza.
o Lassista, vivi e lascia vivere, “ma sì, sono solo bambini”, “che fanno di male”, “troppo severi non si può essere”.
o Assente, i genitori sono intenti ad occuparsi d’altro e non si accor-gono o non vogliono accorgersi di quello che fanno i figli che ven-gono trascurati. Le mancanze ven-gono compensate con cose mate-riali.
o Psicologica, è la causa della male-ducazione del 21esimo secolo, si
cerca di dare una spiegazione psi-cologica ad ogni gesto e di giustifi-carlo: fa così perché è stanco, vuole attenzione, vuole comuni-carci qualcosa, alla fine non si prendono mai provvedimenti, ma si parla con il bambino che impara a gestire i genitori
o Autoritaria, ai figli sono imposte regole severe, spesso ingiuste, a cui devono sottostare senza poter replicare, compromettendo la re-lazione del bambino con gli altri.
o Irresponsabile, potrebbe essere accomunata al lassismo, ma in realtà si basa su una superficialità totale dei genitori, che arrivano a far fare al bambino giochi perico-losi e a ridere e applaudirlo quando combina marachelle.
Oggigiorno, in un mondo di riflettori, videocamere e cellulari di ultima generazione, il fenomeno del bullismo viene visto da chi lo pratica come una scorciatoia per essere al centro dell’attenzione globale, per autoimporsi ed essere i protagonisti; protagonisti di azioni che irresponsabilmente vanno a danneggiare il capro espiatorio, la vittima.
Sono state ripetutamente vittime di bullismo:
* Più i ragazzi 11-13enni (22,5%) degli ado-lescenti 14-17enni (17,9%);
* Più le ragazze (20,9%) dei ragazzi (18,8%);
* Nelle scuole superiori abbiamo al primo posto i liceali (19,4%), seguiti dagli stu-denti degli istituti professionali (18,1%) ed infine da quelli degli istituti tecnici (16%).
Tipologie e percentuali di bullismo:
* Offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%);
* Derisione per l'aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%);
* Diffamazione (5,1%);
* Esclusione per le proprie opinioni (4,7%);
* Aggressioni con spintoni, botte, calci e pu-gni (3,8%).
(Dati statistici Istat, pubblicati nel 2015)
Le relazioni tra gli 11-17enni non sempre sono fa-cili, condivise e amichevoli. La presenza, tra i ra-gazzi, di rapporti interpersonali caratterizzati dall’interazione tra una “vittima” e uno o più “pre-potenti”, è sempre più una condizione da non sot-tovalutare. Da come si evince dai dati precedenti, la percentuale di soggetti che dichiara di avere su-bìto prepotenze diminuisce al crescere dell’età. Il 22,5% dei ragazzi 11-13enni dichiara di essere ri-masto vittima di vessazioni continue (una o più volte nel corso del mese) da parte di altri coetanei, rispetto al 17,9% degli adolescenti 14-17enni. Le differenze tra i ragazzi più piccoli e gli adolescenti si riducono se si considerano quanti hanno subìto prepotenze e/o vessazioni più raramente (qualche volta nell’anno): rispettivamente il 53,3% dei più piccoli e il 52,2% dei 14-17enni.
Inoltre, sempre secondo le statistiche Istat, si pos-sono riscontrare delle differenze sostanziali del fe-nomeno anche a livello territoriale. Difatti, il bulli-smo è più presente nel Nord del Paese, dove circa
il 23% degli 11-17enni sono state vittime di azioni vessatorie. Considerando anche le azioni avvenute sporadicamente (qualche volta nell’anno), oltre il 57% dei residenti al Nord ha subìto qualche prepo-tenza nel corso dell’anno precedente l’intervista, contro una quota inferiore al 50% dei residenti nelle regioni centrali e in quelle meridionali.
“Il bullismo nuoce alla società in modi deva-stanti, sfavorisce lo sviluppo economico e so-ciale, alimenta la criminalità e l’aggressività.”
Quali sono le possibili cause che scatenano que-sto fenomeno sociale molto radicato?
Le motivazioni che possono far scaturire casi di bullismo sono molteplici. Noi abbiamo cercato di prendere in considerazione soprattutto gli stili educativi:
* Mancanza di regole: Nei luoghi dove le re-gole non vengono rispettate è più facile che possano sorgere casi di prepotenza.
* La noia sociale: La mancanza di stimoli, l’insoddisfazione, la monotonia a volte spinge i ragazzi a trovare stimoli in con-dotte negative.
* Fascino del potere e di superiorità del bullo e del branco: Quello del senso di po-tere è una storia vecchia, tutti amano il potere, stare al comando, prendere deci-sioni, essere importanti, stare in prima li-nea. E c’è chi per ottenere il potere non si ferma davanti a niente ed utilizza qualsiasi mezzo.
* Appartenenza al branco: l’unione di per-sone può essere pericolosa.
* Il fascino del dominio: Dominare l’altro, comandarlo, imporgli la propria volontà, sottometterlo, umiliarlo, domarlo a pro-prio piacimento, sono tra i sentimenti che prova chi ama dominare.
* Il piacere di far soffrire: Alcune persone provano piacere a vedere l’altro soffrire, ne traggono godimento, a volte oltre ogni limite.
* Antipatia verso determinate per-sone: Spesso cerchiamo di trovare nel bul-lismo motivazioni particolari, e invece al-tro non è che una semplice antipatia: mi stai antipatico = ti tratto male.
* Intolleranza verso il diverso: Una delle motivazioni più frequenti nel bullismo è
l’intolleranza verso chi è percepito come diverso, senza che ci faccia niente di male, per il solo fatto di essere diverso: l’omo-sessuale, lo straniero (non inteso solo come nazionalità diversa, ma anche di-verso paese, diversa regione, nord e sud etc.).
* Incapacità del leader di gestire il proprio carisma: Alcuni ragazzi hanno un elevato carisma e questo li porta ad avere un grande ascendente sugli altri, ma poi non sanno controllare questo ascendente e lo utilizzano per fini personali, non sempre giusti.
* Divario della forza fisica: Stessa origine dell’incapacità di gestire il proprio cari-sma. La consapevolezza di essere più forte porta a pensare di poter fare ciò che si vuole.
* La paura e la debolezza della vit-tima: Sembra un paradosso, ma se un bambino è forte e sicuro di sé non rischia prepotenze, il fatto di essere debole e pauroso può essere determinante nel far scaturire le prepotenze.
* Mancanza di empatia, maturità, respon-sabilità e moralità del bullo: Il bullo non mostra avere empatia, non mostra matu-rità e responsabilità, e non mostra avere una moralità, perché allora dovrebbe ri-spettare la vittima?
* Stili educativi incongruenti: molti stili educativi possono essere fonte di disagio e comportamenti errati, ecco alcuni esempi di educazione:
o Permissiva, al bambino è per-messo tutto, spesso più perché i genitori vivono con frustrazione i capricci dei figli, arrivando a tolle-rare anche la violenza.
o Lassista, vivi e lascia vivere, “ma sì, sono solo bambini”, “che fanno di male”, “troppo severi non si può essere”.
o Assente, i genitori sono intenti ad occuparsi d’altro e non si accor-gono o non vogliono accorgersi di quello che fanno i figli che ven-gono trascurati. Le mancanze ven-gono compensate con cose mate-riali.
o Psicologica, è la causa della male-ducazione del 21esimo secolo, si
cerca di dare una spiegazione psi-cologica ad ogni gesto e di giustifi-carlo: fa così perché è stanco, vuole attenzione, vuole comuni-carci qualcosa, alla fine non si prendono mai provvedimenti, ma si parla con il bambino che impara a gestire i genitori
o Autoritaria, ai figli sono imposte regole severe, spesso ingiuste, a cui devono sottostare senza poter replicare, compromettendo la re-lazione del bambino con gli altri.
o Irresponsabile, potrebbe essere accomunata al lassismo, ma in realtà si basa su una superficialità totale dei genitori, che arrivano a far fare al bambino giochi perico-losi e a ridere e applaudirlo quando combina marachelle.
Oggigiorno, in un mondo di riflettori, videocamere e cellulari di ultima generazione, il fenomeno del bullismo viene visto da chi lo pratica come una scorciatoia per essere al centro dell’attenzione globale, per autoimporsi ed essere i protagonisti; protagonisti di azioni che irresponsabilmente vanno a danneggiare il capro espiatorio, la vittima.
lunedì 24 ottobre 2016
Modernità di Padre Bernardino Realino. Magistrato, Gesuita e Santo
Lecce 13/15 ottobre 2016
Convegno Internazionale di Studi
"Modernità di Padre Bernardino Realino. Magistrato, Gesuita e Santo"
Sono gli ultimi dei 400 anni dalla morte di San Bernardino Realino s.j., della cui vita e attività, prolungata dai Gesuiti a Lecce, la Comunità Emmanuel (nata dall'apolostato di un Gesuita come Padre Mario Marafioti s.j.) è espressione ed estensione.
Il 2016, infatti, è stato proclamato l’anno Bernardiniano, nel 400° anniversario della morte di uno dei più grandi “benefattori” di Lecce, San Bernardino Realino. Un’occasione per far conoscere a tutti la sua figura e per ricordare la grande eredità umana, culturale, sociale e spirituale lasciata all’intera comunità.
A presidere l’incontro è stato il professor Mario Spedicato dell’Università del Salento. Accanto a lui padre Mario Marafioti, fondatore dlela Comunità Emmanuel.
L’evento – organizzato dalla sezione di Lecce della Società di Storia Patria per la Puglia – ha ottenuto il patrocinio di Comune di Lecce, Arcidiocesi di Lecce, Compagnia di Gesù, Comunità Emmanuel, Università del Salento, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce e Accademia di Belle Arti.
In basso le foto del convegno e dei volontari che hanno partecipato all'evento.
Convegno Internazionale di Studi
"Modernità di Padre Bernardino Realino. Magistrato, Gesuita e Santo"
Sono gli ultimi dei 400 anni dalla morte di San Bernardino Realino s.j., della cui vita e attività, prolungata dai Gesuiti a Lecce, la Comunità Emmanuel (nata dall'apolostato di un Gesuita come Padre Mario Marafioti s.j.) è espressione ed estensione.
Il 2016, infatti, è stato proclamato l’anno Bernardiniano, nel 400° anniversario della morte di uno dei più grandi “benefattori” di Lecce, San Bernardino Realino. Un’occasione per far conoscere a tutti la sua figura e per ricordare la grande eredità umana, culturale, sociale e spirituale lasciata all’intera comunità.
A presidere l’incontro è stato il professor Mario Spedicato dell’Università del Salento. Accanto a lui padre Mario Marafioti, fondatore dlela Comunità Emmanuel.
L’evento – organizzato dalla sezione di Lecce della Società di Storia Patria per la Puglia – ha ottenuto il patrocinio di Comune di Lecce, Arcidiocesi di Lecce, Compagnia di Gesù, Comunità Emmanuel, Università del Salento, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce e Accademia di Belle Arti.
In basso le foto del convegno e dei volontari che hanno partecipato all'evento.
lunedì 17 ottobre 2016
USO E ABUSO DI PSICOFARMACI, DALLA PREVENZIONE AL TRATTAMENTO
IL
13 e 14 ottobre, la Comunità
Emmanuel e il Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL di
Lecce, presso l’“Istituto di Salute e Medicina Spirituale /Centro
Le Sorgenti”, a Lecce è
stato organizzato un convegno sul tema “L’abuso
di farmaci: dalla prevenzione al trattamento.
L'abuso di farmaci da prescrizione -psicofarmaci e analgesici oppioidi- sembrerebbe vada sempre più diffondendosi anche nel nostro territorio con conseguenze devastanti sulla salute delle persone. I Servizi per le Dipendenze, pubblici e privati, sono chiamati a conoscere il fenomeno, capirne le cause, individuare le risposte, sviluppare un modello di collaborazione con i farmacisti e i medici di base e, soprattutto, fare emergere il sommerso, al fine di favorirne la cura e sviluppare strategie di prevenzione efficaci.
Tra i relatori: il dott. Lugoboni, Direttore della Medicina delle Dipendenze dell'Università di Verona, centro di rilievo internazionale nel campo delle dipendenze nel campo da psicofarmaci; la dott.ssa Campello, componente del' UNODC, l'Ente delle Nazioni Unite che si occupa di tossicodipendenze, autrice di un'indagine sui diversi modelli di prevenzione delle dipendenze attuati nel mondo; il dott. Mauceri, capo del Dipartimenti della Gioventù, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nel pomeriggio del 13 sono stati invitati i Parlamentari del territorio, i Consiglieri Regionali, i rappresentati delle Forze dell'Ordine e i giornalisti che, con i relatori e con gli operatori dei servizi, hanno sviluppato una riflessione comune sulla PREVENZIONE.
Noi
del Servizio Civile Nazione abbiamo partecipato dando il
nostro contributo
all’organizzazione dell’evento e arricchendo la nostra
esperienza di Volontariato
lunedì 10 ottobre 2016
DIPENDENZA: LA PREVENZIONE NELLE SCUOLE
Per DIPENDENZA si intende un’ alterazione del comportamento che da
semplice e comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica
del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano
nella condizione patologica.
Dal punto di vista degli effetti è utile suddividere la dipendenza in fisica (alterato stato biologico) e dipendenza psichica(alterato stato psichico e comportamentale).
La dipendenza fisica è prodotta essenzialmente dai condizionamenti neurobiologici. La dipendenza psichica, difficile punto nodale della tossicodipendenza, richiede interventi terapeutici lenti, complessi e ad ampio raggio, coinvolgendo spesso i familiari che stanno attorno alla persona dipendente.
Le forme più gravi comportano dipendenza fisica e psichica con compulsività, cioè, ad esempio, con bisogno di assunzione ripetuta della droga da cui si dipende per risperimentarne l'effetto psichico ed evitare la sindrome di astinenza.
Dal punto di vista delle cause si può dipendere patologicamente da cibo (bulimia, dipendenza da zuccheri), disturbo da alimentazione incontrollata, da sostanze stupefacenti (tossicodipendenza), in cui rientrano l'alcolismo, il caffeinismo e il tabagismo, da sesso, da lavoro, da comportamenti come il gioco (gioco d’azzardo patologico), lo shopping (shopping compulsivo), la televisione, internet, i videogiochi.
Il nostro
obiettivo, come volontari del Servizio Civile, è quello di ridurre le situazioni di sopraffazione nel gruppo dei
pari, formando ed informando sui temi della legalità, del bullismo e
dipendenze patologiche attraverso incontri di condivisione e dialogo. I ragazzi saranno coinvolti in maniera
attiva e avranno occasioni per essere protagonisti dentro i percorsi di
apprendimento: incontrando adulti capaci di ascoltare, può migliorare
il loro ben-essere a scuola, il legame con gli insegnanti e le
probabilità di successo scolastico e relazionale.
Il progetto, nel caso delle dipendenze, si propone l’obiettivo di fornire un’informazione/formazione per la prevenzione delle varie forme di dipendenza patologica che però parta dai dubbi dei ragazzi, dalla loro disinformazione, dalle loro costruzioni razionali che giustificano l’uso di sostanze e, non ultimo, dalla necessità di affrontare una prima riflessione sulle cause, o meglio gli ambiti nei quali essa si radica e si espande. Il progetto si propone di affrontare anche le altre dipendenze importanti quali il fumo, l’alcool, il cibo e il computer.
L’esperienza promossa all’interno negli istituti scolastici, oltre a fornire l’occasione per un maggior grado di sensibilizzazione al tema, nasce da tre presupposti:
1. L'osservazione che l’abuso di alcool e di sostanze tende a manifestarsi e svilupparsi soprattutto in età adolescenziale (è evidente,quindi, che i maggiori sforzi di tipo preventivo vanno fatti in questa fase della vita di una persona);
2. Dati di fatto supportati da studi effettuati sulla popolazione europea di preadolescenti ed adolescenti. Secondo tali studi il rafforzare quei fattori di protezione quali l’interesse per lo studio, la considerazione di sé, l’autoefficacia di fronte ai problemi, l’autostima scolastica e la buona comunicazione con i pari e gli adulti significativi allontana e previene l’insorgenza, in età preadolescenziale e adolescenziale, di disturbi del comportamento quali l’abuso e la dipendenza da sostanze.
3. La rilevazione di sempre più casi di abusi e dipendenze fra giovani adolescenti nel territorio in cui è inserita la nostra scuola. Le manifestazioni di disagio tra le giovani generazioni sono sempre più frequenti e diversificate. I comportamenti antisociali “classici”, come l’abitudine al fumo, l’uso di droghe leggere e l’assunzione di alcolici, sono oggi giorno più complessi, perché accompagnati da una forte dose di aggressività nell’affrontare le situazioni di vita quotidiana sia a scuola sia in famiglia.
I Programmi di Prevenzione dovrebbero avere come obiettivo di fondo quello di accrescere i fattori di protezione ed eliminare o ridurre quelli di rischio.
Fare prevenzione, dunque, significa oggi fornire alle nuove generazioni strumenti e opportunità che li aiutino ad affrontare la complessità del vivere. Affinché i ragazzi possano acquisire competenze atte a favorire lo sviluppo di elementi protettivi rispetto ai rischi che possono accompagnare, tra le altre, la scelta di utilizzare o meno sostanze psicoattive ed alcool, è importante lavorare sulle loro abilità cognitive, emotive e relazionali.
Dal punto di vista degli effetti è utile suddividere la dipendenza in fisica (alterato stato biologico) e dipendenza psichica(alterato stato psichico e comportamentale).
La dipendenza fisica è prodotta essenzialmente dai condizionamenti neurobiologici. La dipendenza psichica, difficile punto nodale della tossicodipendenza, richiede interventi terapeutici lenti, complessi e ad ampio raggio, coinvolgendo spesso i familiari che stanno attorno alla persona dipendente.
Le forme più gravi comportano dipendenza fisica e psichica con compulsività, cioè, ad esempio, con bisogno di assunzione ripetuta della droga da cui si dipende per risperimentarne l'effetto psichico ed evitare la sindrome di astinenza.
Dal punto di vista delle cause si può dipendere patologicamente da cibo (bulimia, dipendenza da zuccheri), disturbo da alimentazione incontrollata, da sostanze stupefacenti (tossicodipendenza), in cui rientrano l'alcolismo, il caffeinismo e il tabagismo, da sesso, da lavoro, da comportamenti come il gioco (gioco d’azzardo patologico), lo shopping (shopping compulsivo), la televisione, internet, i videogiochi.
Il progetto, nel caso delle dipendenze, si propone l’obiettivo di fornire un’informazione/formazione per la prevenzione delle varie forme di dipendenza patologica che però parta dai dubbi dei ragazzi, dalla loro disinformazione, dalle loro costruzioni razionali che giustificano l’uso di sostanze e, non ultimo, dalla necessità di affrontare una prima riflessione sulle cause, o meglio gli ambiti nei quali essa si radica e si espande. Il progetto si propone di affrontare anche le altre dipendenze importanti quali il fumo, l’alcool, il cibo e il computer.
L’esperienza promossa all’interno negli istituti scolastici, oltre a fornire l’occasione per un maggior grado di sensibilizzazione al tema, nasce da tre presupposti:
1. L'osservazione che l’abuso di alcool e di sostanze tende a manifestarsi e svilupparsi soprattutto in età adolescenziale (è evidente,quindi, che i maggiori sforzi di tipo preventivo vanno fatti in questa fase della vita di una persona);
2. Dati di fatto supportati da studi effettuati sulla popolazione europea di preadolescenti ed adolescenti. Secondo tali studi il rafforzare quei fattori di protezione quali l’interesse per lo studio, la considerazione di sé, l’autoefficacia di fronte ai problemi, l’autostima scolastica e la buona comunicazione con i pari e gli adulti significativi allontana e previene l’insorgenza, in età preadolescenziale e adolescenziale, di disturbi del comportamento quali l’abuso e la dipendenza da sostanze.
3. La rilevazione di sempre più casi di abusi e dipendenze fra giovani adolescenti nel territorio in cui è inserita la nostra scuola. Le manifestazioni di disagio tra le giovani generazioni sono sempre più frequenti e diversificate. I comportamenti antisociali “classici”, come l’abitudine al fumo, l’uso di droghe leggere e l’assunzione di alcolici, sono oggi giorno più complessi, perché accompagnati da una forte dose di aggressività nell’affrontare le situazioni di vita quotidiana sia a scuola sia in famiglia.
I Programmi di Prevenzione dovrebbero avere come obiettivo di fondo quello di accrescere i fattori di protezione ed eliminare o ridurre quelli di rischio.
Fare prevenzione, dunque, significa oggi fornire alle nuove generazioni strumenti e opportunità che li aiutino ad affrontare la complessità del vivere. Affinché i ragazzi possano acquisire competenze atte a favorire lo sviluppo di elementi protettivi rispetto ai rischi che possono accompagnare, tra le altre, la scelta di utilizzare o meno sostanze psicoattive ed alcool, è importante lavorare sulle loro abilità cognitive, emotive e relazionali.
mercoledì 5 ottobre 2016
CONOSCERE PER COSTRUIRE LEGALITÀ
“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.”
Paolo Borsellino
L’educazione alla legalità ebbe formale origine nel contesto storico 1992-93, quando gravi eventi come le stragi di Capaci e Via D’Amelio, gli attentati di Milano, di Firenze, di Roma, resero forte la percezione di una minaccia al sistema democratico; l’onda emotiva che ne seguì portò ad un proliferare di iniziative della società civile, che indussero ad un nuovo impulso nella promozione della cultura democratica, quale mezzo di contrasto a fenomeni, come quello mafioso, permeati della cultura della prevaricazione e della violenza.
Volendo fare un sommario ritratto della “mafia”, possiamo dire che essa è un atteggiamento, una malattia dell’animo umano, che, in determinate condizioni economiche e culturali, diventa una malattia sociale.
Possiamo affermare che, la lotta alla mafia rappresenta, un’occasione specifica di traduzione in termini concreti dell’educazione alla legalità.
Con il termine legalità s’ intende l’osservanza delle leggi, cioè il rispetto delle norme democratiche che regolano la vita civile. Lo Stato deve essere il primo garante della legalità, praticando quei comportamenti corretti che poi si esigono dai cittadini e assicurando alla giustizia i criminali. L’educazione alla legalità ha per oggetto la natura e la funzione delle regole nella vita sociale, i valori della democrazia, l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Educare alla legalità significa elaborare e diffondere la cultura dei valori civili, consente l’acquisizione di una nozione più profonda dei diritti di cittadinanza, partendo dalla consapevolezza della reciprocità fra soggetti dotati della stessa dignità. Essa aiuta a comprendere come l’organizzazione della vita personale e sociale si fondi su un sistema di relazioni giuridiche, sviluppa la consapevolezza che condizioni valori, quali: dignità, libertà, solidarietà, sicurezza, che non possono considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette. Oltre ad essere una premessa culturale indispensabile, si pone come un sostegno operativo quotidiano, perché solo un’azione di lotta radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmata risposta all’incalzare del fenomeno criminale. In effetti, educare alla legalità, vuol dire in primo luogo praticarla: le regole non devono essere presentate come puri comportamenti obbligatori, ma devono essere vissute con consapevolezza e partecipazione. Per recuperare e per affermare il valore della cultura della legalità, occorre promuovere il concetto di cittadinanza, fondato sulla coscienza di due principi essenziali: quello del “diritto” e quello del “dovere”, sul rispetto dell’altro, delle regole e delle leggi.
lunedì 12 settembre 2016
Servizio Civile e Volontariato
Il Volontario può essere definito come una Persona, un Cittadino, che mette gratuitamente il proprio tempo libero, le proprie risorse umane, le proprie capacità professionali a disposizione degli altri, specialmente delle persone emarginate o in condizioni di particolare bisogno e ciò in uno spirito di umana solidarietà. In questa definizione vengono in evidenza alcune caratteristiche essenziali della figura del Volontario: la gratuità, la creatività, la concretezza, la continuità, la preparazione, la motivazione.
Le associazioni di volontariato non si limitano ad un’opera di tamponamento alle difficoltà, ma cerca, attraverso l’analisi della situazione di individuare le cause della sofferenza e del bisogno e di impegnarsi ad eliminare, o a modificare, o quantomeno ridurre quelle cause, attraverso la collaborazione dei giovani coinvolti nei progetti di servizio civile.
La Comunità Emmanuel è nata dal volontariato, dal servizio gratuito, dalla scelta di impegnarsi in prima persona. Ancora, oggi, dopo venticinque anni, il Volontariato rappresenta la radice più profonda, fertile e preziosa della Comunità:
http://www.comunita-emmanuel.org/sostienici/Sostienici_volontariato.asp
venerdì 2 settembre 2016
Cos'è il Progetto "A Scuola con Emannuel"
"A SCUOLA CON EMMANUEL"
ENTE
PROMOTORE:
CONFCOOPERATIVE
ENTE OSPITANTE: CONSORZIO EMMANUEL
COS’E’ IL
PROGETTO “A SCUOLA CON EMMANUEL”
Il
Consorzio Emmanuel dal titolo “A Scuola con Emmanuel” sarà
attuato da 6 volontari affiancati da figure professionali e si
articolerà in due fasi, rivolte alle classi quarte e quinte delle
Scuole Primarie e alle classi prime e seconde delle Scuole Secondarie
di Primo Grado:
- Azione 1. Realizzazione di percorsi didattici e laboratoriali con attività ludico-ricreative;
- Azione 2. Concorso per la realizzazione di uno spot pubblicitario sulle tematiche della legalità.
L’Istituto
Scolastico può aderire o a entrambe le fasi o ad una sola di esse,
senza alcun vincolo.
PROGETTO
DIDATTICO
OBIETTIVI
GENERALI:
Il progetto prevede azioni, che prendendo spunto dal gioco, trasferiscano ai bambini e ai ragazzi, conoscenze e abilità rivolte all'acquisizione di valori che promuovano il rispetto delle regole.
Il progetto prevede azioni, che prendendo spunto dal gioco, trasferiscano ai bambini e ai ragazzi, conoscenze e abilità rivolte all'acquisizione di valori che promuovano il rispetto delle regole.
L'obiettivo
generale è ridurre le situazioni di sopraffazione nel gruppo dei
pari, formando ed informando sui temi della legalità, del bullismo e
dipendenze patologiche attraverso incontri di condivisione e dialogo.
Gli OBIETTIVI SPECIFICI sono:
Gli OBIETTIVI SPECIFICI sono:
- Sostenere e rafforzare l’autostima dei singoli ragazzi;
- Riconoscere e contrastare gli atti di sopraffazione da parte del gruppo;
- Educare alla cittadinanza attiva.
ATTIVITA’ DEL
PROGETTO
Le attività previste, in forma laboratoriale/esperienziale, guidare da professionisti del settore in collaborazione con i volontari de Servizio Civile saranno articolate nel seguente modo:
- n. 1 incontro: “L’albero della legalità”: la fiducia nella legge come garanzia dei diritti di tutti i cittadini;
- n. 1 incontro: Laboratorio Emozionale: scrivere per ogni compagno tre pregi in forma anonima con distribuzione casuale finale;
TEMPI DI
REALIZZAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’
Il
progetto prevede una durata di n. 3 incontri
(ciascun incontro avrà una durata massima di n. 4 ore per
un totale di n. 12 ore) che si svolgeranno nel corso di un mese
nell’anno scolastico in corso.
RISULTATI ATTESI
- Consapevolezza del valore delle regole all’interno della società, del gruppo tra i pari, di se stessi;
- Valorizzazione del singolo nel gruppo;
- Sensibilizzazione e prevenzione.
venerdì 22 luglio 2016
Servizio civile e Rievocanto insieme!
Le nostre attività continuano! Dopo le vacanze estive gli aggiornamenti aumenteranno e aggiungeremo tutto il necessario per tenervi sempre aggiornati.
Una delle attività laboratoriali che abbiamo sperimentato è intitolata "La sagoma". Nel particolare ci siamo divisi in piccoli gruppi dove si è riprodotta una sagoma umana, ognuno di noi ha scritto qualcosa di se all'interno di essa: date importati (la nascita, il primo amore, le prime delusioni, ecc...), elementi essenziali del nostro temperamento, aggettivi che ci caratterizzano, emozioni che hanno colorato la nostra vita. Lo step successivo è stato quello del passaggio da un autoanalisi interiore a un confronto diretto con l'altro nel gruppo; questo ci ha permesso di creare alleanza, di entrare in empatia con l'altro, di mettere a nudo noi stessi e soprattutto conoscerci meglio attraverso una relazione più vera e autentica.
Grazie a Rievocanto per averci arricchito con questa bellissima esperienza!
Il gruppo Rievocanto ha creato uno spazio di collaborazione con il nostro gruppo del servizio civile. Il
progetto ministeriale “RievoCanto del Mondo” tratta tematiche di
tolleranza religiosa e culturale attraverso l’approccio della
rievocazione storica.
La loro esperienza nei differenti contesti scolastici ci ha permesso di approfondire delle tematiche a riguardo della relazione con l'altro, di appropriarci di nuove tecniche per la conduzione laboratoriale e di conoscerci meglio come gruppo. Durante l'incontro esperenziale ci siamo dati l'opportunità di sperimentarci in prima persona nelle varie attività che verranno proposte nelle scuole che aderiranno al progetto.
Una delle attività laboratoriali che abbiamo sperimentato è intitolata "La sagoma". Nel particolare ci siamo divisi in piccoli gruppi dove si è riprodotta una sagoma umana, ognuno di noi ha scritto qualcosa di se all'interno di essa: date importati (la nascita, il primo amore, le prime delusioni, ecc...), elementi essenziali del nostro temperamento, aggettivi che ci caratterizzano, emozioni che hanno colorato la nostra vita. Lo step successivo è stato quello del passaggio da un autoanalisi interiore a un confronto diretto con l'altro nel gruppo; questo ci ha permesso di creare alleanza, di entrare in empatia con l'altro, di mettere a nudo noi stessi e soprattutto conoscerci meglio attraverso una relazione più vera e autentica.
Grazie a Rievocanto per averci arricchito con questa bellissima esperienza!
sabato 25 giugno 2016
26 GIUGNO, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA DROGA
La Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga, è stata indetta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987
(risoluzione 42/112 del 7 Dicembre 1987) per ricordare l'obiettivo
comune a tutti gli Stati membri di creare una comunità internazionale
libera dalla droga. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ritiene,
difatti, che il problema della droga costituisca una seria minaccia per
la salute pubblica, la sicurezza e il benessere dell’umanità, in
particolare dei giovani.
Tutte le droghe hanno effetti fisici immediati, ma possono anche gravemente compromettere lo sviluppo psicologico ed emotivo.
Condurre una vita sana richiede scelte che devono rispettare il corpo e la mente. Per fare queste scelte i giovani hanno bisogno di ispirarsi a modelli positivi e hanno bisogno di ottenere informazioni corrette riguardanti il consumo di droga.
La campagna internazionale offre non solo ai giovani, strumenti adeguati per informarsi sui rischi per la salute associati al consumo di droghe.
Condurre una vita sana richiede scelte che devono rispettare il corpo e la mente. Per fare queste scelte i giovani hanno bisogno di ispirarsi a modelli positivi e hanno bisogno di ottenere informazioni corrette riguardanti il consumo di droga.
La campagna internazionale offre non solo ai giovani, strumenti adeguati per informarsi sui rischi per la salute associati al consumo di droghe.
Domenica 26 giugno 2016, alle ore 19:00 ai teatini di Lecce, ci sarà una rappresentazione teatrale per la giornata mondiale per la lotta alla droga.
Spesso, quando ci si trova di fronte ad un compagno o ad un parente o a un estraneo tossicodipendente si commette l'errore più grande di pensare che tanto non ci sia più niente da fare. Invece il primo passo da compiere è quello di fargli sentire tutto l'affetto possibile, aiutandolo a ritrovare se stesso e rassicurandolo sul fatto che sicuramente la strada è difficile ma non impossibile. E questo è il senso che noi abbiamo voluto comunicare attraverso il cartellone, un messaggio di solidarietà verso chi soffre e un messaggio di speranza che si concretizza attraverso una maggiore informazione e sensibilizzazione, la relazione con l'altro, l'amore verso se stessi e per il prossimo, la forza di chiedere aiuto e di trovare dentro di se le risorse necessarie per vincere la dipendenza.
(clicca le l'immagi per ingrandire)
TEST: TECNICA PROGETTAZIONE PARTECIPATA... BULLISMO
Nel nostro percorso di formazione, grazie all'aiuto degli esperti, abbiamo appreso come creare un progetto da svolgere nelle scuole.
In questo post è presentata una bozza del progetto riguardane la tematica del bullismo.
Ragazzi tra i 10 e 12 anni, le scuole, le famiglie, gli educatori e i media. Cercando di individuare per ognuno di loro ciò che offrono e cosa ricevono all'interno dello scambio relazionale.
In questo post è presentata una bozza del progetto riguardane la tematica del bullismo.
Cos'è il bullismo?
Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima.
IL PROGETTO:
Per migliorare la creatività di un gruppo è prima di tutto necessario dare più spazio all’immaginazione ed ai contributi di ciascun partecipante, per poi procedere in un secondo momento alla selezione degli stessi. Per questo ciascuna attività è caratterizzata da diverse fasi di lavoro:
1)Fase iniziale: Individuare i soggetti da coinvolgere:
Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima.
IL PROGETTO:
Per migliorare la creatività di un gruppo è prima di tutto necessario dare più spazio all’immaginazione ed ai contributi di ciascun partecipante, per poi procedere in un secondo momento alla selezione degli stessi. Per questo ciascuna attività è caratterizzata da diverse fasi di lavoro:
1)Fase iniziale: Individuare i soggetti da coinvolgere:
2) Fase divergente: è la fase
di esplorazione e ricerca. Serve ad ampliare il modo di guardare e
pensare, aiutando un gruppo a prendere in considerazione un numero più
elevato di possibili alternative. A partire da un esame di ciò che già
si conosce, si sviluppa attraverso la sistematica aggiunta di nuovi
elementi e dati che consentono di guardare in modo diverso a ciò su cui
si sta
ragionando. Nel particolare, nel nostro progetto, è emerso il nostro punto di vista sulle cause e gli effetti del bullismo nelle scuole.
ragionando. Nel particolare, nel nostro progetto, è emerso il nostro punto di vista sulle cause e gli effetti del bullismo nelle scuole.
Tramite dei bigliettini abbiamo immaginato tutte le probabili situazione che possono condurre alla nascita del bullismo.
3) e 4) Razionalizzazione e Convergenza: è la fase
delle scelte e delle decisioni. A partire dall’analisi dei dati raccolti
nella fase divergente, attraverso la progressiva semplificazione del
ragionamento ed identificazione degli elementi più rilevanti, porta il
gruppo a scegliere di lavorare su una cosa piuttosto che un’altra. Messi in evidenza molti degli aspetti negativi che fanno sorgere e persistere il bullismo, si inizia a concentrarsi su dove realmente il nostro gruppo può lavorare per cercare di minimizzare i rischi e le problematiche che alimentano il bullismo
5) Fase finale: Una volta deciso cosa fare è opportuno ragionare su come realizzarlo. Si tratta di sviluppare una programmazione di dettaglio, che definisca in concreto obiettivi, risultati attesi, modalità di attuazione, risorse necessarie e azioni. Nel particolare il nostro progetto sul bullismo avrà come obiettivo generale quello di ridurre situazioni di sopraffazione nel gruppo dei pari; come obiettivi specifici: sostenere e rafforzare l'autostima dei ragazzi, riconoscere e contrastare gli atti di sopraffazione da parte del gruppo. Le azioni saranno strutturate attraverso dei laboratori emozionali e per la valorizzazione del singolo, cineforum e testimonianze di ragazzi che hanno usufruito dello sportello di ascolto.
(clicca le l'immagini per ingrandire)
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