Sono state ripetutamente vittime di bullismo:
* Più i ragazzi 11-13enni (22,5%) degli ado-lescenti 14-17enni (17,9%);
* Più le ragazze (20,9%) dei ragazzi (18,8%);
* Nelle scuole superiori abbiamo al primo posto i liceali (19,4%), seguiti dagli stu-denti degli istituti professionali (18,1%) ed infine da quelli degli istituti tecnici (16%).
Tipologie e percentuali di bullismo:
* Offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%);
* Derisione per l'aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%);
* Diffamazione (5,1%);
* Esclusione per le proprie opinioni (4,7%);
* Aggressioni con spintoni, botte, calci e pu-gni (3,8%).
(Dati statistici Istat, pubblicati nel 2015)
Le relazioni tra gli 11-17enni non sempre sono fa-cili, condivise e amichevoli. La presenza, tra i ra-gazzi, di rapporti interpersonali caratterizzati dall’interazione tra una “vittima” e uno o più “pre-potenti”, è sempre più una condizione da non sot-tovalutare. Da come si evince dai dati precedenti, la percentuale di soggetti che dichiara di avere su-bìto prepotenze diminuisce al crescere dell’età. Il 22,5% dei ragazzi 11-13enni dichiara di essere ri-masto vittima di vessazioni continue (una o più volte nel corso del mese) da parte di altri coetanei, rispetto al 17,9% degli adolescenti 14-17enni. Le differenze tra i ragazzi più piccoli e gli adolescenti si riducono se si considerano quanti hanno subìto prepotenze e/o vessazioni più raramente (qualche volta nell’anno): rispettivamente il 53,3% dei più piccoli e il 52,2% dei 14-17enni.
Inoltre, sempre secondo le statistiche Istat, si pos-sono riscontrare delle differenze sostanziali del fe-nomeno anche a livello territoriale. Difatti, il bulli-smo è più presente nel Nord del Paese, dove circa
il 23% degli 11-17enni sono state vittime di azioni vessatorie. Considerando anche le azioni avvenute sporadicamente (qualche volta nell’anno), oltre il 57% dei residenti al Nord ha subìto qualche prepo-tenza nel corso dell’anno precedente l’intervista, contro una quota inferiore al 50% dei residenti nelle regioni centrali e in quelle meridionali.
“Il bullismo nuoce alla società in modi deva-stanti, sfavorisce lo sviluppo economico e so-ciale, alimenta la criminalità e l’aggressività.”
Quali sono le possibili cause che scatenano que-sto fenomeno sociale molto radicato?
Le motivazioni che possono far scaturire casi di bullismo sono molteplici. Noi abbiamo cercato di prendere in considerazione soprattutto gli stili educativi:
* Mancanza di regole: Nei luoghi dove le re-gole non vengono rispettate è più facile che possano sorgere casi di prepotenza.
* La noia sociale: La mancanza di stimoli, l’insoddisfazione, la monotonia a volte spinge i ragazzi a trovare stimoli in con-dotte negative.
* Fascino del potere e di superiorità del bullo e del branco: Quello del senso di po-tere è una storia vecchia, tutti amano il potere, stare al comando, prendere deci-sioni, essere importanti, stare in prima li-nea. E c’è chi per ottenere il potere non si ferma davanti a niente ed utilizza qualsiasi mezzo.
* Appartenenza al branco: l’unione di per-sone può essere pericolosa.
* Il fascino del dominio: Dominare l’altro, comandarlo, imporgli la propria volontà, sottometterlo, umiliarlo, domarlo a pro-prio piacimento, sono tra i sentimenti che prova chi ama dominare.
* Il piacere di far soffrire: Alcune persone provano piacere a vedere l’altro soffrire, ne traggono godimento, a volte oltre ogni limite.
* Antipatia verso determinate per-sone: Spesso cerchiamo di trovare nel bul-lismo motivazioni particolari, e invece al-tro non è che una semplice antipatia: mi stai antipatico = ti tratto male.
* Intolleranza verso il diverso: Una delle motivazioni più frequenti nel bullismo è
l’intolleranza verso chi è percepito come diverso, senza che ci faccia niente di male, per il solo fatto di essere diverso: l’omo-sessuale, lo straniero (non inteso solo come nazionalità diversa, ma anche di-verso paese, diversa regione, nord e sud etc.).
* Incapacità del leader di gestire il proprio carisma: Alcuni ragazzi hanno un elevato carisma e questo li porta ad avere un grande ascendente sugli altri, ma poi non sanno controllare questo ascendente e lo utilizzano per fini personali, non sempre giusti.
* Divario della forza fisica: Stessa origine dell’incapacità di gestire il proprio cari-sma. La consapevolezza di essere più forte porta a pensare di poter fare ciò che si vuole.
* La paura e la debolezza della vit-tima: Sembra un paradosso, ma se un bambino è forte e sicuro di sé non rischia prepotenze, il fatto di essere debole e pauroso può essere determinante nel far scaturire le prepotenze.
* Mancanza di empatia, maturità, respon-sabilità e moralità del bullo: Il bullo non mostra avere empatia, non mostra matu-rità e responsabilità, e non mostra avere una moralità, perché allora dovrebbe ri-spettare la vittima?
* Stili educativi incongruenti: molti stili educativi possono essere fonte di disagio e comportamenti errati, ecco alcuni esempi di educazione:
o Permissiva, al bambino è per-messo tutto, spesso più perché i genitori vivono con frustrazione i capricci dei figli, arrivando a tolle-rare anche la violenza.
o Lassista, vivi e lascia vivere, “ma sì, sono solo bambini”, “che fanno di male”, “troppo severi non si può essere”.
o Assente, i genitori sono intenti ad occuparsi d’altro e non si accor-gono o non vogliono accorgersi di quello che fanno i figli che ven-gono trascurati. Le mancanze ven-gono compensate con cose mate-riali.
o Psicologica, è la causa della male-ducazione del 21esimo secolo, si
cerca di dare una spiegazione psi-cologica ad ogni gesto e di giustifi-carlo: fa così perché è stanco, vuole attenzione, vuole comuni-carci qualcosa, alla fine non si prendono mai provvedimenti, ma si parla con il bambino che impara a gestire i genitori
o Autoritaria, ai figli sono imposte regole severe, spesso ingiuste, a cui devono sottostare senza poter replicare, compromettendo la re-lazione del bambino con gli altri.
o Irresponsabile, potrebbe essere accomunata al lassismo, ma in realtà si basa su una superficialità totale dei genitori, che arrivano a far fare al bambino giochi perico-losi e a ridere e applaudirlo quando combina marachelle.
Oggigiorno, in un mondo di riflettori, videocamere e cellulari di ultima generazione, il fenomeno del bullismo viene visto da chi lo pratica come una scorciatoia per essere al centro dell’attenzione globale, per autoimporsi ed essere i protagonisti; protagonisti di azioni che irresponsabilmente vanno a danneggiare il capro espiatorio, la vittima.

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