sabato 25 giugno 2016

26 GIUGNO, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA DROGA



La Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga, è stata indetta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987 (risoluzione 42/112 del 7 Dicembre 1987) per ricordare l'obiettivo comune a tutti gli Stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ritiene, difatti, che il problema della droga costituisca una seria minaccia per la salute pubblica, la sicurezza e il benessere dell’umanità, in particolare dei giovani.
Tutte le droghe hanno effetti fisici immediati, ma possono anche gravemente compromettere lo sviluppo psicologico ed emotivo.
Condurre una vita sana richiede scelte che devono rispettare il corpo e la mente. Per fare queste scelte i giovani hanno bisogno di ispirarsi a modelli positivi e hanno bisogno di ottenere informazioni corrette riguardanti il consumo di droga.
La campagna internazionale offre non solo ai giovani, strumenti adeguati per informarsi sui rischi per la salute associati al consumo di droghe.
 
 

Domenica 26 giugno 2016, alle ore 19:00 ai teatini di Lecce, ci sarà una rappresentazione teatrale per la giornata mondiale per la lotta alla droga.

All'evento verrà esposto il cartellone che noi ragazzi del servizio civile abbiamo realizzato:

Spesso, quando ci si trova di fronte ad un compagno o ad un parente o a un estraneo tossicodipendente si commette l'errore più grande di pensare che tanto non ci sia più niente da fare. Invece il primo passo da compiere è quello di fargli sentire tutto l'affetto possibile, aiutandolo a ritrovare se stesso e rassicurandolo sul fatto che sicuramente la strada è difficile ma non impossibile. E questo è il senso che noi abbiamo voluto comunicare attraverso il cartellone, un messaggio di solidarietà verso chi soffre e un messaggio di speranza che si concretizza attraverso una maggiore informazione e sensibilizzazione, la relazione con l'altro, l'amore verso se stessi e per il prossimo, la forza di chiedere aiuto e di trovare dentro di se le risorse necessarie per vincere la dipendenza. 


(clicca  le l'immagi per ingrandire)



TEST: TECNICA PROGETTAZIONE PARTECIPATA... BULLISMO

Nel nostro percorso di formazione, grazie all'aiuto degli esperti, abbiamo appreso come creare un progetto da svolgere nelle scuole.
In questo post è presentata una bozza del progetto riguardane la tematica del bullismo.

Cos'è il bullismo?
Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima.

IL PROGETTO:
Per migliorare la creatività di un gruppo è prima di tutto necessario dare più spazio all’immaginazione ed ai contributi di ciascun partecipante, per poi procedere in un secondo momento alla selezione degli stessi. Per questo ciascuna attività è caratterizzata da diverse fasi di lavoro:
 


1)Fase iniziale: Individuare i soggetti da coinvolgere:


Ragazzi tra i 10 e 12 anni, le scuole, le famiglie, gli educatori e i media. Cercando di individuare per ognuno di loro ciò che offrono e cosa ricevono all'interno dello scambio relazionale.

2) Fase divergente: è la fase di esplorazione e ricerca. Serve ad ampliare il modo di guardare e pensare, aiutando un gruppo a prendere in considerazione un numero più elevato di possibili alternative. A partire da un esame di ciò che già si conosce, si sviluppa attraverso la sistematica aggiunta di nuovi elementi e dati che consentono di guardare in modo diverso a ciò su cui si sta
ragionando.
Nel particolare, nel nostro progetto, è emerso il nostro punto di vista sulle cause e gli effetti del bullismo nelle scuole.


Tramite dei bigliettini abbiamo immaginato tutte le probabili situazione che possono condurre alla nascita del bullismo.

3) e 4) Razionalizzazione e Convergenza: è la fase delle scelte e delle decisioni. A partire dall’analisi dei dati raccolti nella fase divergente, attraverso la progressiva semplificazione del ragionamento ed identificazione degli elementi più rilevanti, porta il gruppo a scegliere di lavorare su una cosa piuttosto che un’altra. Messi in evidenza molti degli aspetti negativi che fanno sorgere e persistere il bullismo, si inizia a concentrarsi su dove realmente il nostro gruppo può lavorare per cercare di minimizzare i rischi e le problematiche che alimentano il bullismo



5) Fase finale: Una volta deciso cosa fare è opportuno ragionare su come realizzarlo. Si tratta di sviluppare una programmazione di dettaglio, che definisca in concreto obiettivi, risultati attesi, modalità di attuazione, risorse necessarie e azioni. Nel particolare il nostro progetto sul bullismo avrà come obiettivo generale quello di ridurre situazioni di sopraffazione nel gruppo dei pari; come obiettivi specifici: sostenere e rafforzare l'autostima dei ragazzi, riconoscere e contrastare gli atti di sopraffazione da parte del gruppo. Le azioni saranno strutturate attraverso dei laboratori emozionali e per la valorizzazione del singolo, cineforum e testimonianze di ragazzi che hanno usufruito dello sportello di ascolto.



(clicca  le l'immagini per ingrandire)