sabato 25 giugno 2016

TEST: TECNICA PROGETTAZIONE PARTECIPATA... BULLISMO

Nel nostro percorso di formazione, grazie all'aiuto degli esperti, abbiamo appreso come creare un progetto da svolgere nelle scuole.
In questo post è presentata una bozza del progetto riguardane la tematica del bullismo.

Cos'è il bullismo?
Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima.

IL PROGETTO:
Per migliorare la creatività di un gruppo è prima di tutto necessario dare più spazio all’immaginazione ed ai contributi di ciascun partecipante, per poi procedere in un secondo momento alla selezione degli stessi. Per questo ciascuna attività è caratterizzata da diverse fasi di lavoro:
 


1)Fase iniziale: Individuare i soggetti da coinvolgere:


Ragazzi tra i 10 e 12 anni, le scuole, le famiglie, gli educatori e i media. Cercando di individuare per ognuno di loro ciò che offrono e cosa ricevono all'interno dello scambio relazionale.

2) Fase divergente: è la fase di esplorazione e ricerca. Serve ad ampliare il modo di guardare e pensare, aiutando un gruppo a prendere in considerazione un numero più elevato di possibili alternative. A partire da un esame di ciò che già si conosce, si sviluppa attraverso la sistematica aggiunta di nuovi elementi e dati che consentono di guardare in modo diverso a ciò su cui si sta
ragionando.
Nel particolare, nel nostro progetto, è emerso il nostro punto di vista sulle cause e gli effetti del bullismo nelle scuole.


Tramite dei bigliettini abbiamo immaginato tutte le probabili situazione che possono condurre alla nascita del bullismo.

3) e 4) Razionalizzazione e Convergenza: è la fase delle scelte e delle decisioni. A partire dall’analisi dei dati raccolti nella fase divergente, attraverso la progressiva semplificazione del ragionamento ed identificazione degli elementi più rilevanti, porta il gruppo a scegliere di lavorare su una cosa piuttosto che un’altra. Messi in evidenza molti degli aspetti negativi che fanno sorgere e persistere il bullismo, si inizia a concentrarsi su dove realmente il nostro gruppo può lavorare per cercare di minimizzare i rischi e le problematiche che alimentano il bullismo



5) Fase finale: Una volta deciso cosa fare è opportuno ragionare su come realizzarlo. Si tratta di sviluppare una programmazione di dettaglio, che definisca in concreto obiettivi, risultati attesi, modalità di attuazione, risorse necessarie e azioni. Nel particolare il nostro progetto sul bullismo avrà come obiettivo generale quello di ridurre situazioni di sopraffazione nel gruppo dei pari; come obiettivi specifici: sostenere e rafforzare l'autostima dei ragazzi, riconoscere e contrastare gli atti di sopraffazione da parte del gruppo. Le azioni saranno strutturate attraverso dei laboratori emozionali e per la valorizzazione del singolo, cineforum e testimonianze di ragazzi che hanno usufruito dello sportello di ascolto.



(clicca  le l'immagini per ingrandire)


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