lunedì 12 dicembre 2016

SCUOLA I.C. POLO 2: PRIMO INCONTRO

Mercoledì 7 Dicembre si è svolto presso I.C Polo2 di Taurisao (classe media 3A), il primo incontro sulla tematica della Legalità.


É stato il primo incontro del secondo ciclo delle attività previste dal progetto “A Scuola Con Emmanuel”; tenuto dai Volontari del Servizio Civile accompagnati dai relativi formatori.
La classe si è dimostrata abbastanza vivace e interessata all'argomento trattato.


I prossimi incontri si terranno Mercoledì 14 Dicembre per affrontare insieme la tematica del Bullismo; e Mercoledì 21 per affrontare la tematica sulle Dipendenze.

venerdì 2 dicembre 2016

SCUOLA CESARE BATTISTI: TERZO E ULTIMO INCONTRO

Il 30 Novembre 2016 si è tenuto il terzo ed ultimo incontro presso la Scuola Primaria “Cesare Battisti” di Lecce.


 La tematica affrontata con gli studenti è stata quella della DIPENDENZA: si è condotto un laboratorio esperienziale dove si è discusso con i ragazzi di quanto sia difficile andare oltre la dipendenza del giudizio dell’altro, nel rispetto della diversità e della possibilità di scegliere sempre con la propria testa, secondo i propri gusti personali.

Attraverso la visione di alcuni filmati abbiamo esplorato le emozioni della rabbia e della tristezza:  tali stati d’animo possono emergere in situazioni difficili della vita di ognuno di noi e in questi momenti è  facile isolarsi nella Dipendenza. Durante tale attività i bambini hanno scoperto l’ importanza di rispettare i propri sentimenti  e di chiedersi cosa c’è dietro la scelta di modellare sé e il proprio comportamento in una certa forma solamente per piacere agli altri.


L’esperienza  ci ha permesso di far emergere in figura l’importanza del cambiare sguardo, andando oltre le apparenze, incontrandoci nella profondità e nella complessità della relazione autentica con l’altro.


Ringraziamo la docente per la sua disponibilità e per la gentilezza con cui ci ha accolto, i bambini della classe 5 A per il loro inesauribile entusiasmo, l’affetto e la passione con cui hanno partecipato al laboratorio e i professionisti che ci hanno accompagnato  in questa bellissima avventura!

giovedì 24 novembre 2016

SCUOLA CESARE BATTISTI: SECONDO INCONTRO

“Il bullismo è fare del male per sentirsi più forti”
-
“Mettersi al centro dell’attenzione facendo del male”
-
“Provocare per ottenere una reazione”
-
“Non ci sono solo bulli maschi, ma anche bulle femmine”
-
“Incapacità di comunicazione”
-
“Il bullo è debole perché usa la violenza su quelli più deboli di lui e non sui suoi pari”


Le frasi che potete leggere qui sopra sono il frutto del secondo incontro, tenuto il 23.11.2016, presso la scuola primaria “C. Battisti” di Lecce, durante il quale si è trattato l’argomento del BULLISMO.


Colti da grande ed inaspettata partecipazione da parte dei bambini (sia durante la discussione della dott.ssa Chiari, che durante i laboratori gestiti da noi volontari), siamo riusciti a comporre un grande puzzle di pensieri e punti di vista tutti differenti tra loro.
La classe ha mostrato grande interesse ed entusiasmo nei nostri confronti, mantenendo sempre un grande livello di educazione e rispetto reciproco, ma anche nei confronti dell’argomento trattato, su cui si è dimostrata essere molto informata.


Ciò che più ha colpito noi volontari è quanto la consapevolezza dell’esistenza di problematiche, come il bullismo, nella società, sia maturata già così tanto in bambini dell’età di soli 10 anni.


Con tutto il cuore, speriamo di aver regalato loro una bella esperienza, di aver dato loro la possibilità di un sano confronto e di aver arricchito, non solo le loro conoscenze, ma anche la loro persona come individui facenti parte della società.


Mercoledì prossimo, il 30 Novembre, si terrà il nostro terzo e ultimo incontro al Cesare Battisti e affronteremo la tematica delle Dipendenze.

venerdì 18 novembre 2016

SCUOLA CESARE BATTISTI: PRIMO INCONTRO

Il 16 Novembre 2016 è avvenuto il primo incontro relativo al progetto “A Scuola con Emmanuel” presso la Scuola Elementare Cesare Battisti di Lecce.


Il laboratorio ha avuto inizio alle ore 9.00 nella classe 5A, dove 28 studenti ci hanno accolto con grande entusiasmo e curiosità. La partecipazione dei ragazzi alle attività proposte e la loro spontaneità ci ha permesso di trascorrere una magnifica giornata dove è avvenuto uno scambio bilaterale in cui, non solo gli alunni, ma anche noi Volontari abbiamo messo in gioco tutte le nostre competenze e abilità volte alla conoscenza e alla promozione della tematica della Legalità.


L' esperienze ludiche e interattive hanno stuzzicato la curiosità dei ragazzi, i quali hanno interagito con noi attraverso domande e racconti di vissuti personali: doni che ci hanno permesso di comprendere il loro modo di intendere la Legalità all'interno del contesto scolastico, della famiglia, nel rapporto con la società ecc..


Per noi Volontari è stata un'esperienza molto produttiva e siamo ancora più motivati a proseguire il nostro percorso!
Confermiamo la data del prossimo appuntamento per mercoledì 23 Novembre dove approfondiremo la tematica del“Bullismo”

giovedì 10 novembre 2016

IL BULLISMO

Nell’anno 2014, più del 50% degli 11-17enni hanno subito azioni irrispettose e/o violente da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti.

Sono state ripetutamente vittime di bullismo:

* Più i ragazzi 11-13enni (22,5%) degli ado-lescenti 14-17enni (17,9%);
* Più le ragazze (20,9%) dei ragazzi (18,8%);
* Nelle scuole superiori abbiamo al primo posto i liceali (19,4%), seguiti dagli stu-denti degli istituti professionali (18,1%) ed infine da quelli degli istituti tecnici (16%).

Tipologie e percentuali di bullismo:
* Offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%);
* Derisione per l'aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%);
* Diffamazione (5,1%);
* Esclusione per le proprie opinioni (4,7%);
* Aggressioni con spintoni, botte, calci e pu-gni (3,8%).

(Dati statistici Istat, pubblicati nel 2015) 

Le relazioni tra gli 11-17enni non sempre sono fa-cili, condivise e amichevoli. La presenza, tra i ra-gazzi, di rapporti interpersonali caratterizzati dall’interazione tra una “vittima” e uno o più “pre-potenti”, è sempre più una condizione da non sot-tovalutare. Da come si evince dai dati precedenti, la percentuale di soggetti che dichiara di avere su-bìto prepotenze diminuisce al crescere dell’età. Il 22,5% dei ragazzi 11-13enni dichiara di essere ri-masto vittima di vessazioni continue (una o più volte nel corso del mese) da parte di altri coetanei, rispetto al 17,9% degli adolescenti 14-17enni. Le differenze tra i ragazzi più piccoli e gli adolescenti si riducono se si considerano quanti hanno subìto prepotenze e/o vessazioni più raramente (qualche volta nell’anno): rispettivamente il 53,3% dei più piccoli e il 52,2% dei 14-17enni.

Inoltre, sempre secondo le statistiche Istat, si pos-sono riscontrare delle differenze sostanziali del fe-nomeno anche a livello territoriale. Difatti, il bulli-smo è più presente nel Nord del Paese, dove circa
il 23% degli 11-17enni sono state vittime di azioni vessatorie. Considerando anche le azioni avvenute sporadicamente (qualche volta nell’anno), oltre il 57% dei residenti al Nord ha subìto qualche prepo-tenza nel corso dell’anno precedente l’intervista, contro una quota inferiore al 50% dei residenti nelle regioni centrali e in quelle meridionali.

“Il bullismo nuoce alla società in modi deva-stanti, sfavorisce lo sviluppo economico e so-ciale, alimenta la criminalità e l’aggressività.” 



Quali sono le possibili cause che scatenano que-sto fenomeno sociale molto radicato? 

Le motivazioni che possono far scaturire casi di bullismo sono molteplici. Noi abbiamo cercato di prendere in considerazione soprattutto gli stili educativi:

* Mancanza di regole: Nei luoghi dove le re-gole non vengono rispettate è più facile che possano sorgere casi di prepotenza.

* La noia sociale: La mancanza di stimoli, l’insoddisfazione, la monotonia a volte spinge i ragazzi a trovare stimoli in con-dotte negative.

* Fascino del potere e di superiorità del bullo e del branco: Quello del senso di po-tere è una storia vecchia, tutti amano il potere, stare al comando, prendere deci-sioni, essere importanti, stare in prima li-nea. E c’è chi per ottenere il potere non si ferma davanti a niente ed utilizza qualsiasi mezzo.

* Appartenenza al branco: l’unione di per-sone può essere pericolosa.

* Il fascino del dominio: Dominare l’altro, comandarlo, imporgli la propria volontà, sottometterlo, umiliarlo, domarlo a pro-prio piacimento, sono tra i sentimenti che prova chi ama dominare.

* Il piacere di far soffrire: Alcune persone provano piacere a vedere l’altro soffrire, ne traggono godimento, a volte oltre ogni limite.

* Antipatia verso determinate per-sone: Spesso cerchiamo di trovare nel bul-lismo motivazioni particolari, e invece al-tro non è che una semplice antipatia: mi stai antipatico = ti tratto male.

* Intolleranza verso il diverso: Una delle motivazioni più frequenti nel bullismo è
l’intolleranza verso chi è percepito come diverso, senza che ci faccia niente di male, per il solo fatto di essere diverso: l’omo-sessuale, lo straniero (non inteso solo come nazionalità diversa, ma anche di-verso paese, diversa regione, nord e sud etc.).

* Incapacità del leader di gestire il proprio carisma: Alcuni ragazzi hanno un elevato carisma e questo li porta ad avere un grande ascendente sugli altri, ma poi non sanno controllare questo ascendente e lo utilizzano per fini personali, non sempre giusti.

* Divario della forza fisica: Stessa origine dell’incapacità di gestire il proprio cari-sma. La consapevolezza di essere più forte porta a pensare di poter fare ciò che si vuole.

* La paura e la debolezza della vit-tima: Sembra un paradosso, ma se un bambino è forte e sicuro di sé non rischia prepotenze, il fatto di essere debole e pauroso può essere determinante nel far scaturire le prepotenze.

* Mancanza di empatia, maturità, respon-sabilità e moralità del bullo: Il bullo non mostra avere empatia, non mostra matu-rità e responsabilità, e non mostra avere una moralità, perché allora dovrebbe ri-spettare la vittima?

* Stili educativi incongruenti: molti stili educativi possono essere fonte di disagio e comportamenti errati, ecco alcuni esempi di educazione:

      o Permissiva, al bambino è per-messo tutto, spesso più perché i genitori vivono con frustrazione i capricci dei figli, arrivando a tolle-rare anche la violenza.
       o Lassista, vivi e lascia vivere, “ma sì, sono solo bambini”, “che fanno di male”, “troppo severi non si può essere”.
       o Assente, i genitori sono intenti ad occuparsi d’altro e non si accor-gono o non vogliono accorgersi di quello che fanno i figli che ven-gono trascurati. Le mancanze ven-gono compensate con cose mate-riali.
        o Psicologica, è la causa della male-ducazione del 21esimo secolo, si
cerca di dare una spiegazione psi-cologica ad ogni gesto e di giustifi-carlo: fa così perché è stanco, vuole attenzione, vuole comuni-carci qualcosa, alla fine non si prendono mai provvedimenti, ma si parla con il bambino che impara a gestire i genitori
        o Autoritaria, ai figli sono imposte regole severe, spesso ingiuste, a cui devono sottostare senza poter replicare, compromettendo la re-lazione del bambino con gli altri.
        o Irresponsabile, potrebbe essere accomunata al lassismo, ma in realtà si basa su una superficialità totale dei genitori, che arrivano a far fare al bambino giochi perico-losi e a ridere e applaudirlo quando combina marachelle.


Oggigiorno, in un mondo di riflettori, videocamere e cellulari di ultima generazione, il fenomeno del bullismo viene visto da chi lo pratica come una scorciatoia per essere al centro dell’attenzione globale, per autoimporsi ed essere i protagonisti; protagonisti di azioni che irresponsabilmente vanno a danneggiare il capro espiatorio, la vittima.