giovedì 11 maggio 2017

LA MIA ESPERIENZA: NOEMI ORLANDO


Era l’11 maggio 2016. Ero sulla soglia di quella che sarebbe stata per i successivi 364 giorni la mia sede di lavoro. Con il cuore a mille stavo per scoprire come sarebbe stata la mia prima giornata nelle vesti di volontaria del Servizio Civile Nazionale, presso il Centro “Le Sorgenti”, una delle tante sedi del Consorzio Emmanuel di Lecce (ente ospitante del progetto, fulcro del percorso che stavo per intraprendere con altri 5 volontari). Dentro di me sentivo che quella sarebbe stata un’esperienza diversa da tutte quelle vissute in precedenza, non solo perché era la mia prima esperienza lavorativa, ma anche perché ero in procinto di conoscere un mondo nuovo pieno di risorse. Ora era arrivato il momento di mettermi in gioco al 100%, con tutta la mia voglia di crescere ed imparare il più possibile, di conoscere gente nuova e di riscattarmi con la vita e con chi non ha mai creduto in me, compresa me stessa.
Arrivata negli uffici ero felice di riconoscere le facce dei ragazzi che avevo visto durante il colloquio di assunzione. Finalmente avrei conosciuto chi avrebbe condiviso con me questo nuovo cammino, che fino a quel giorno sembrava lontano da me, impercettibile, e che ora, invece, potevo quasi toccare. Era bello sapere di non essere sola, lì, in quella stanza dove attendevo il momento più importante della giornata: la firma del contratto, insieme ai MIEI COLLEGHI Silvia, Paolo, Maria Giovanna, Valentina e Mariangela. Chi l’avrebbe mai detto? Chi l’avrebbe mai pensato che dal quel giorno la mia vita sarebbe cambiata? Che IO sarei cambiata?
L’esperienza del progetto “A Scuola con Emmanuel” è stata una maratona frenetica, con salite e discese, momenti di successi e momenti di difficoltà. Dovevamo tenere tutti un ritmo costante, essere sempre pronti a risolvere i problemi che si presentavano lungo il nostro cammino per poter ottenere il meglio, e proprio in quei casi riuscivamo ad unire le nostre competenze e ad acquisirne di altre, anche con l’aiuto dei formatori e dei professionisti che abbiamo conosciuto all’interno del centro, che grazie alla loro disponibilità ci hanno aiutato ad affrontare l’esperienza con più sicurezza e consapevolezza. Nonostante fossimo, però, in questa maratona piena di “insidie”, abbiamo potuto godere di un panorama fantastico, come quando si è su un treno che corre, corre veloce, ma la velocità non ti impedisce di ammirare la bellezza dei paesaggi che ti circondano. Io ero, sì, in corsa, ma non ho potuto fare a meno di farmi catturare dalla bellezza e dalla purezza dei sorrisi di quei bambini che abbiamo incontrato nelle scuole che hanno deciso di aderire al progetto, creato e sviluppato unicamente per loro, per aiutarli, per lasciar loro qualcosa che potessero portare con sé sempre. Non a caso, gli incontri nelle classi previsti dal progetto erano tre e destinati a formare ed informare i ragazzi su tematiche molto vicine a loro: LEGALITA’, BULLISMO e DIPENDENZE. E’ stato bello avvicinarli a noi con attività ludico-ricreative, appositamente preparate per creare un legame con loro, per permettere a tutti di avere una voce, di parlare, confidarsi, sentirsi parte di un gruppo che andasse oltre quello della propria classe. Gli obiettivi principali del progetto, sviluppato e portato avanti da noi volontari insieme ai professionisti, infatti, erano quelli di rafforzare l’autostima dei singoli ragazzi, contrastare gli atti di sopraffazione nel gruppo dei pari ed educarli alla cittadinanza attiva.
Il riscontro all’interno delle classi partecipanti è stato positivo e ciò che emerso è che spesso, involontariamente, il mondo degli adulti non riconosce quanto un bambino o un ragazzo adolescente possa essere consapevole di ciò che comportano alcune problematiche riguardanti la società moderna.
Grazie a questa opportunità che il Servizio Civile Nazionale ed il Consorzio Emmanuel mi hanno dato, ho potuto finalmente mettere a disposizione della comunità tutte le mie conoscenze e competenze pratiche, ho potuto acquisirne di nuove, ma soprattutto sono entrata in contatto con un mondo che non è solo “lavoro”, ma anche piacere nell’essere di aiuto e sentirsi parte integrante e attiva di una società che, da qualche tempo a questa parte, ha bisogno di iniziative che portino un po’ di umanità e disponibilità. Spesso sottovalutiamo l’importanza di un piccolo gesto, ma se ognuno di noi provasse a farlo vivremmo sicuramente in un mondo più civile e migliore.
Questa esperienza mi ha aiutato a crescere e a smussare alcuni spigoli della mia personalità, stando a contatto con persone tra loro differenti, ed io non ho potuto fare a meno di carpire da ognuna di loro insegnamenti che porterò con me per sempre, per essere una persona rinnovata, migliore.

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