L’esperienza con gli studenti ha avuto inizio con un breve brainstorming in cui abbiamo provato a dare insieme una definizione alla parola Dipendenza:
“Quando uno si fissa su una cosa e non molla e non vuole fare nient’altro”
“Quando si confonde il mondo del gioco con quello reale”
“Quando un bambino inizia a distruggere tutto appena la mamma gli toglie i giochi”
“Quando si confonde il mondo del gioco con quello reale”
“Quando un bambino inizia a distruggere tutto appena la mamma gli toglie i giochi”
Durante le attività abbiamo scelto di interagire con i ragazzi attraverso l’utilizzo di risorse multimediali:
Abbiamo constatato che il bambino si trova bene nel multimediale perché utilizza la tecnologia come un modo per giocare ed è attraverso l'attività ludica che si avvicina e impara a conoscere le tecnologie più avanzate e se usata in modo responsabile se ne capisce l’utilità.
L’ambiente multimediale è ricco di stimoli visivi e sonori (suoni, immagini, animazioni, movimento) e il bambino vi si immerge, partecipa, interagisce con un ambiente dinamico e vario. Ciò favorisce un nuovo accesso all’informazione e nuovi stili di ragionamento e conoscenza.
Abbiamo constatato che il bambino si trova bene nel multimediale perché utilizza la tecnologia come un modo per giocare ed è attraverso l'attività ludica che si avvicina e impara a conoscere le tecnologie più avanzate e se usata in modo responsabile se ne capisce l’utilità.
L’ambiente multimediale è ricco di stimoli visivi e sonori (suoni, immagini, animazioni, movimento) e il bambino vi si immerge, partecipa, interagisce con un ambiente dinamico e vario. Ciò favorisce un nuovo accesso all’informazione e nuovi stili di ragionamento e conoscenza.
Facendo vedere dei brevi filmati sulla tematica della Dipendenza abbiamo chiesto agli studenti di:
- Spiegare ciò che maggiormente li ha colpiti;
- Discutere su quanto si osserva, chiedendo opinioni su ciò che il bambino ha visto, come lo ha capito, che impressioni ne ha ricavato;
- Stabilire una scala di valori secondo la quale, al primo posto, ci sia l’ESSERE e non il SEMBRARE.
Nell’ultima parte della mattinata la curiosità dei bambini si è spostata sulle conseguenze dell’utilizzo di droga concludendosi con una breve discussione sulla differenza tra la “morte metaforica” e quella “reale”.
“La morte reale è quando non sei più in vita, quella metaforica è quando ti chiudi dentro e non riesci più a esprimere i sentimenti perché sei sempre isolato” (G.)
La bellezza di quello che è emerso, nella giornata trascorsa con i ragazzi della classe IV D, è racchiusa nella possibilità di autoregolarsi e di portare con sé la voglia di desiderare. Per realizzare i nostri desideri più profondi occorre cercare nel nostro interno una corrente di gioia, di felicità, di passione, che spinga l’Anima a “creare spontaneamente”.
Quando ti lasci andare alla vita, quando molli i remi, quando ti lasci andare dalla dolcezza del fiume della tua vita e ti fidi delle tue sensazioni nessuno potrà più fermarti e tutto questo è un’ottima cura all’anestesia del dolore a cui porta l’utilizzo di sostanza.
Quando ti lasci andare alla vita, quando molli i remi, quando ti lasci andare dalla dolcezza del fiume della tua vita e ti fidi delle tue sensazioni nessuno potrà più fermarti e tutto questo è un’ottima cura all’anestesia del dolore a cui porta l’utilizzo di sostanza.
“Io da grande voglio andare a Venezia”
“Io voglio diventare un calciatore”
“Io da grande voglio andare dello spazio”
“Io voglio diventare un calciatore”
“Io da grande voglio andare dello spazio”
Ringraziamo il Prof. Enzo Mangiacavallo e la Prof.ssa Patrizia Carra per la loro disponibilità, gli studenti della classe IV D per il loro entusiasmo e il Dott.Massimiliano Margarito per la sua professionalità con cui ha condotto il laboratorio.





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