Per instaurare un clima iniziale di collaborazione con il gruppo classe, abbiamo fatto un gioco di conoscenza che ci ha permesso sia di imparare i loro nomi e sia di cogliere le prime caratteristiche dei ragazzi e farli interagire tra loro.
Successivamente, grazie alla loro partecipazione attiva, abbiamo proposto un brainstorming, focalizzando l’attenzione sulla parola LEGALITA’, lasciandoli liberi di esprimere le loro idee e i loro sentimenti che nascevano sul momento, senza giudizi e condizionamenti.
Abbiamo condotto i ragazzi a comprendere che la legalità vuol dire innanzitutto “educarci alla responsabilità”. La legalità non è un valore in quanto tale, ma è un anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale, l’io e il noi. Per questo non bastano le regole. Le regole funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere, di essere coerenti.
Abbiamo guidato i ragazzi nell’approfondire come l’educazione alla legalità si colloca in un ampio orizzonte dell’educarci insieme ai rapporti umani, con tutto ciò che questo comporta: capacità di riconoscimento, di ascolto, di reciprocità, d’incontro, di accoglienza.
L’ultima attività che abbiamo voluto proporre ai ragazzi aveva come obiettivo il “valore delle regole”,inteso sia come strumento di libertà e di progresso e sia come garanzia affinchè le differenze di ognuno siano arricchimento per tutti.
Noi volontari, ringraziamo la Scuola Secondaria 1° Grado "G. Giannuzzi"- Acquarica del Capo per averci dato la possibilità di conoscere gli alunni della classe II C ,la docente referente del Progetto e la nostra professionista Dott.ssa De Rubertis Adelaide.





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