sabato 1 aprile 2017

SCUOLA SECONDARIA  1° GRADO "G. GIANNUZZI" - ACQUARICA DEL CAPO: TERZO INCONTRO

Il 29 marzo 2017 si è svolto l'ultimo incontro sulla tematica delle Dipendenze con la classe II C presso la Scuola Secondaria di I grado “G. Giannuzzi” di Acquarica del Capo.

Grazie al Dott. Massimiliano Margarito, nella prima parte dell'esperienza abbiamo approfondito la tematica della Dipendenza attraverso un'attività multimediale e durante la visione di filmato gli studenti hanno preso in considerazione gli effetti dell'uso di sostanze legali e illegali. Nel particolare è emerso che Droghe e alcool interferiscono in particolare sui neurotrasmettitori, cioè quelle sostanze che permettono alle nostre cellule cerebrali di funzionare correttamente, ad esempio la dopamina, la serotonina e le endorfine. Il problema dell'abuso di droghe e alcool riguarda in modo speciale gli adolescenti, infatti il cervello completa il proprio sviluppo entro i 20/21 anni, e l'uso precoce di stupefacenti e alcool ne compromette il funzionamento.


L'uso di queste sostanze porta danni a livello psichico, con l'insorgere di disturbi mentali, e accelera la comparsa di malattie terribili, come l'ictus, la cirrosi, i tumori del cavo orale, gli aneurismi. L'uso di cocaina, ad esempio, riduce l'intero metabolismo cerebrale: modifica infatti la corteccia pre-frontale, cioè l'area del sistema nervoso centrale che controlla il comportamento e le capacità decisionali, tanto da provocare crisi psicotiche simili a quelle della schizofrenia paranoide. Tutte le droghe, comprese quelle definite "leggere", come la Cannabis, interrompono le connessioni neuronali e alterano la sfera emozionale in modo grave, per non parlare delle sostanze sintetiche dagli effetti devastanti.



Nella seconda parte dell'incontro abbiamo avuto modo di confrontarci sull'idea delle Dipendenze come “Dipendere”, per l'appunto, dal giudizio degli altri. Essere amati ed accettati da chi ci circonda è uno dei nostri bisogni umani essenziali: nella famosa Piramide di Maslow, il bisogno di appartenenza si colloca addirittura al terzo gradino, subito dopo il bisogno di sicurezza (salute, lavoro, etc.). Temiamo di non venire accettati per via del nostro aspetto fisico, delle nostre origini, del nostro livello di educazione, del nostro lavoro, della nostra età, etc. Ognuno di noi teme di venir giudicato su un aspetto piuttosto che su un altro, ma alla base di tutto, tra gli adolescenti con cui ci siamo rapportati, vi è il timore dell’umiliazione, dell’esclusione dal gruppo, dell’emarginazione.



Attraverso delle piccole esperienze pratiche, svolte nei differenti incontri, abbiamo lavorato sull'idea che sia importante associare  felicità e piacere al fatto di esprimersi per come si è, in sintonia con le cose in cui crediamo, con i nostri valori. Esprimere le proprie emozioni, sentimenti, idee, pensieri, opinioni, ci permette di affermare noi stessi, di confrontarci, di dare e ricevere dagli altri.

L'incontro si è concluso con un piccolo dono da parte degli studenti della II C attraverso il lavoro della “valigia”: piccoli pensieri in cui i ragazzi hanno descritto il loro vissuto al riguardo dei tre incontri e cosa di bello porteranno con loro al termine di tale esperienza.


Ringraziamo La Prof.ssa Biasco per la sua disponilità e gli studenti della Classe II C per la loro creatività e accoglienza.

domenica 26 marzo 2017

SCUOLA SECONDARIA  1° GRADO "G. GIANNUZZI" - ACQUARICA DEL CAPO: SECONDO INCONTRO

Mercoledì 22 marzo 2017 si è tenuto, presso la scuola secondaria di I grado “G. Giannuzzi” di Acquarica del Capo, il secondo incontro con la classe II C per trattare una tematica che li riguarda da molto vicino: il BULLISMO.

Per introdurre il tutto e fare un quadro generale delle conoscenze dei ragazzi a proposito dell’argomento, la Dott.ssa Annarita Chiari è intervenuta attraverso una presentazione in PowerPoint dei punti principali che caratterizzano questo fenomeno/problema sociale e si è subito fatto un brainstorming, raccogliendo così le idee e le riflessioni della classe in merito ad essa. Sin dal principio abbiamo colto, da parte dei ragazzi, la voglia di comprendere le dinamiche e le motivazioni del bullismo, ponendo domande ed esponendo dei pensieri che hanno poi arricchito la conversazione ed il confronto.


Dato che dal brainstorming si è arrivati alla conclusione che “il bullo è un debole”, appena rientrati dalla pausa abbiamo approfittato di questa riflessione globale per introdurre il primo laboratorio della giornata: IL FIORE DEI PREGI E DEI DIFETTI. Ognuno dei ragazzi è stato chiamato a ritagliarsi un piccolo spazio per sé e a dedicarsi del tempo per poter riflettere sulla propria individualità: chi sono io? Come sono fatto? Cosa mi piace di me? E cosa vorrei migliorare della mia personalità? Tutto questo perché è importante per i ragazzi, soprattutto gli adolescenti, riuscire a riconoscere i propri pregi e i propri difetti, essere consapevoli della loro individualità, dirsi “Io esisto e sono così” e accettarsi, per raggiungere un’autostima tale da non essere sopraffatti dalle difficoltà della vita.


In seguito, dopo aver portato i ragazzi a riflettere su quanto era stato prodotto con questa attività, abbiamo spostato l’attenzione su un altro importante fattore che influisce sul comportamento di una persona all’interno dell’ambito socio-affettivo: le emozioni. Il laboratorio che abbiamo subito introdotto, infatti, era destinato a raccogliere i ragazzi e a farli riflettere su quello provano in determinati momenti della loro giornata tipo attraverso una serie di domande, alle quali, poi, dovevano rispondere con un’emozione. L’obiettivo finale? Portarli a riconoscere le emozioni, dar loro un nome e capire come, per ognuna di esse, il nostro corpo reagisca indipendentemente da ciò che noi vogliamo far trasparire in determinati contesti.



Grazie alla classe II C e ai docenti per averci dato, ancora una volta, la possibilità di dare e ricevere qualcosa e di aver arricchito la nostra giornata con dolci sorrisi e risate.

venerdì 17 marzo 2017

SCUOLA SECONDARIA  1° GRADO "G. GIANNUZZI" - ACQUARICA DEL CAPO: PRIMO INCONTRO

Mercoledì 15 Marzo, presso la Scuola Secondaria 1° Grado "G. Giannuzzi"- Acquarica del Capo, abbiamo tenuto il primo incontro previsto dal Progetto “A Scuola Con Emmanuel” e abbiamo affrontato insieme ai ragazzi della II C del suddetto Istituto il tema della Legalità.
Per instaurare un clima iniziale di collaborazione con il gruppo classe, abbiamo fatto un gioco di conoscenza che ci ha permesso sia di imparare i loro nomi e sia di cogliere le prime caratteristiche dei ragazzi e farli interagire tra loro.

Successivamente, grazie alla loro partecipazione attiva, abbiamo proposto un brainstorming, focalizzando l’attenzione sulla parola LEGALITA’, lasciandoli liberi di esprimere le loro idee e i loro sentimenti che nascevano sul momento, senza giudizi e condizionamenti.


Abbiamo condotto i ragazzi a comprendere che la legalità vuol dire innanzitutto “educarci alla responsabilità”. La legalità non è un valore in quanto tale, ma è un anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale, l’io e il noi. Per questo non bastano le regole. Le regole funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere, di essere coerenti.
Abbiamo guidato i ragazzi nell’approfondire come l’educazione alla legalità si colloca in un ampio orizzonte dell’educarci insieme ai rapporti umani, con tutto ciò che questo comporta: capacità di riconoscimento, di ascolto, di reciprocità, d’incontro, di accoglienza.

L’ultima attività che abbiamo voluto proporre ai ragazzi aveva come obiettivo il “valore delle regole”,inteso  sia come strumento di libertà e di progresso e sia come garanzia affinchè le differenze di ognuno siano arricchimento per tutti.



Noi volontari, ringraziamo la Scuola Secondaria 1° Grado "G. Giannuzzi"- Acquarica del Capo per averci dato la possibilità di conoscere gli alunni della classe II C ,la docente referente del Progetto e la nostra professionista Dott.ssa De Rubertis Adelaide.




venerdì 10 marzo 2017

SCUOLA ELEMENTARE IV CIRCOLO, LECCE: TERZO INCONTRO

Il 9 marzo 2017 è avvenuto il terzo e ultimo incontro con la classe IV D della Scuola Elementare di via Cantobelli sulla Tematica della Dipendenza.

 L’esperienza con gli studenti ha avuto inizio con un breve brainstorming in cui abbiamo provato a dare insieme una definizione alla parola Dipendenza:

“Quando uno si fissa su una cosa e non molla e non vuole fare nient’altro”
“Quando si confonde il mondo del gioco con quello reale”
“Quando un bambino inizia a distruggere tutto appena la mamma gli toglie i giochi”

Durante le attività abbiamo scelto di interagire con i ragazzi  attraverso l’utilizzo di risorse multimediali:
Abbiamo constatato  che il bambino si trova bene nel multimediale perché utilizza la tecnologia come un modo per giocare ed è attraverso l'attività ludica che si avvicina e impara a conoscere le tecnologie più avanzate e se usata in modo responsabile se ne capisce l’utilità.
L’ambiente multimediale è ricco di stimoli visivi e sonori (suoni, immagini, animazioni, movimento) e il bambino vi si immerge, partecipa, interagisce con un ambiente dinamico e vario. Ciò favorisce un nuovo accesso all’informazione e nuovi stili di ragionamento e conoscenza.


Facendo vedere dei brevi filmati sulla tematica della Dipendenza abbiamo chiesto agli studenti di:

- Spiegare ciò che maggiormente li ha colpiti;
- Discutere su quanto si osserva, chiedendo opinioni su ciò che il bambino ha visto, come lo ha capito, che impressioni ne ha ricavato;
- Stabilire una scala di valori secondo la quale, al primo posto, ci sia l’ESSERE e non il SEMBRARE.


Nell’ultima parte della mattinata la curiosità dei bambini si è spostata sulle conseguenze dell’utilizzo di droga concludendosi con una breve discussione sulla differenza tra la “morte metaforica” e quella “reale”.


Una vita a volte può sembrare faticosa, noiosa, dolorosa, fatta di responsabilità, impegni, frustrazioni, obblighi, delusioni. Una sensazione che può provare chiunque di noi; per chi fa utilizzo di droga la realtà sembra sbiadita e tutto il resto non conta più: emozioni, affetti, tutto diventa inutile al confronto.

“La morte reale è quando non sei più in vita, quella metaforica è quando ti chiudi dentro e non riesci più a esprimere i sentimenti perché sei sempre isolato” (G.)


La bellezza di quello che è emerso,  nella giornata trascorsa con i ragazzi della classe IV D, è racchiusa nella possibilità di autoregolarsi e di portare con sé la voglia di desiderare. Per realizzare i nostri desideri più profondi occorre cercare nel nostro interno una corrente di gioia, di felicità, di passione, che spinga l’Anima a “creare spontaneamente”.
Quando ti lasci andare alla vita, quando molli i remi, quando ti lasci andare dalla dolcezza del fiume della tua vita e ti fidi delle tue sensazioni nessuno potrà più fermarti e tutto questo è un’ottima cura all’anestesia del dolore a cui porta l’utilizzo di sostanza.

“Io da grande voglio andare a Venezia”
“Io voglio diventare un calciatore”
“Io da grande voglio andare dello spazio”

Ringraziamo il Prof. Enzo Mangiacavallo e la Prof.ssa Patrizia Carra per la loro disponibilità, gli studenti della classe IV D per il loro entusiasmo e il Dott.Massimiliano Margarito per la sua professionalità con cui ha condotto il laboratorio.


domenica 5 marzo 2017

SCUOLA ELEMENTARE IV CIRCOLO, LECCE: SECONDO INCONTRO

Mercoledì 1 Marzo 2017 si è tenuto il secondo incontro del progetto “A Scuola con Emmanuel” sul tema del BULLISMO, presso la Scuola Elementare IV Circolo di Lecce.

Entrati in classe e salutati tutti i bambini con una veloce presentazione, la professionista che accompagnava noi volontari, la Dott.ssa Chiari, ha coinvolto i piccoli in un breve riepilogo dell’incontro precedente chiedendo loro cosa li avesse colpiti e cosa fosse rimasto impresso nella loro mente. Già subito la classe ha dimostrato grande entusiasmo per come si era svolto il tutto e velocemente si è resa partecipe del brainstorming introdotto dalla Dott.ssa con le sue slide sul bullismo.

CHI E’ IL BULLO?

COME E’?

COSA FA?

I bambini hanno liberamente risposto a queste tre domande cardine dell’argomento dimostrando di essere consapevoli delle problematiche che comporta questo fenomeno, ormai estesosi a macchia d’olio nella società delle nuove generazioni. Tante tipologie di bulli e tante motivazioni sono uscite fuori dalle riflessioni degli alunni che non hanno mai perso di vista l’obiettivo dell’attività: focalizzarsi sui punti importanti dell’argomento per comprendere e raggiungere consapevolezza di esso.


Dopo una piccola pausa, i bambini, impazienti di iniziare con le attività ludico-ricreative proposte da noi volontari, hanno ritagliato 5 minuti per sé, con un foglio ed una penna, per immergersi nella loro sfera personale e sviluppare il proprio senso di autocritica, andando alla ricerca dei loro pregi e dei loro difetti. Poi, singolarmente, si sono esposti alla classe e a noi volontari, presentandoci quale fosse il risultato dell’attività. Un elenco di aspetti positivi e di aspetti negativi che caratterizzava ognuno di loro e che li rendeva unici nella loro individualità. Saper riconoscere i propri pregi e i propri difetti è il punto di partenza per una maggiore consapevolezza di sé e per intraprendere un percorso destinato al miglioramento della propria persona all’interno della comunità sociale.


In seguito a questa prima attività, siamo arrivati al momento clou della giornata: dedicarsi alle proprie emozioni, riconoscerle, dare loro un nome e comprendere come il nostro corpo può farle uscir fuori. Ognuno di noi ha un modo diverso di esprimere ciò che sente e prova, così i bambini sono stati chiamati all’appello per mostrarci come loro si sentono in momenti precisi della loro giornata tipo e come tendono a esprimere le loro emozioni, che sia felicità, tristezza, rabbia, ecc…



E’ stato davvero bello, e soddisfacente, poter ottenere un feedback così positivo da parte di una classe quarta a fine incontro, e vedere dei sorrisi stampati sul volto di ognuno di loro come a dire che ciò che abbiamo portato con noi, a loro volta, loro lo porteranno con sé nella vita di tutti i giorni, facendone tesoro e traendone esempio costantemente. Speriamo con tutto il cuore che ciò che noi volontari stiamo portando all’interno delle scuole tramite il Servizio Civile si riveli utile e sia di aiuto a tutti i giovani delle nuove generazioni che ogni giorno devono superare ostacoli e affrontare difficoltà, che spesso appaiono come dei massi troppo grandi da oltrepassare.

Un grazie di cuore alla classe IV D.