Grazie al Dott. Massimiliano Margarito, nella prima parte dell'esperienza abbiamo approfondito la tematica della Dipendenza attraverso un'attività multimediale e durante la visione di filmato gli studenti hanno preso in considerazione gli effetti dell'uso di sostanze legali e illegali. Nel particolare è emerso che Droghe e alcool interferiscono in particolare sui neurotrasmettitori, cioè quelle sostanze che permettono alle nostre cellule cerebrali di funzionare correttamente, ad esempio la dopamina, la serotonina e le endorfine. Il problema dell'abuso di droghe e alcool riguarda in modo speciale gli adolescenti, infatti il cervello completa il proprio sviluppo entro i 20/21 anni, e l'uso precoce di stupefacenti e alcool ne compromette il funzionamento.
L'uso di queste sostanze porta danni a livello psichico, con l'insorgere di disturbi mentali, e accelera la comparsa di malattie terribili, come l'ictus, la cirrosi, i tumori del cavo orale, gli aneurismi. L'uso di cocaina, ad esempio, riduce l'intero metabolismo cerebrale: modifica infatti la corteccia pre-frontale, cioè l'area del sistema nervoso centrale che controlla il comportamento e le capacità decisionali, tanto da provocare crisi psicotiche simili a quelle della schizofrenia paranoide. Tutte le droghe, comprese quelle definite "leggere", come la Cannabis, interrompono le connessioni neuronali e alterano la sfera emozionale in modo grave, per non parlare delle sostanze sintetiche dagli effetti devastanti.
Nella seconda parte dell'incontro abbiamo avuto modo di confrontarci sull'idea delle Dipendenze come “Dipendere”, per l'appunto, dal giudizio degli altri. Essere amati ed accettati da chi ci circonda è uno dei nostri bisogni umani essenziali: nella famosa Piramide di Maslow, il bisogno di appartenenza si colloca addirittura al terzo gradino, subito dopo il bisogno di sicurezza (salute, lavoro, etc.). Temiamo di non venire accettati per via del nostro aspetto fisico, delle nostre origini, del nostro livello di educazione, del nostro lavoro, della nostra età, etc. Ognuno di noi teme di venir giudicato su un aspetto piuttosto che su un altro, ma alla base di tutto, tra gli adolescenti con cui ci siamo rapportati, vi è il timore dell’umiliazione, dell’esclusione dal gruppo, dell’emarginazione.
Attraverso delle piccole esperienze pratiche, svolte nei differenti incontri, abbiamo lavorato sull'idea che sia importante associare felicità e piacere al fatto di esprimersi per come si è, in sintonia con le cose in cui crediamo, con i nostri valori. Esprimere le proprie emozioni, sentimenti, idee, pensieri, opinioni, ci permette di affermare noi stessi, di confrontarci, di dare e ricevere dagli altri.
L'incontro si è concluso con un piccolo dono da parte degli studenti della II C attraverso il lavoro della “valigia”: piccoli pensieri in cui i ragazzi hanno descritto il loro vissuto al riguardo dei tre incontri e cosa di bello porteranno con loro al termine di tale esperienza.
Ringraziamo La Prof.ssa Biasco per la sua disponilità e gli studenti della Classe II C per la loro creatività e accoglienza.






















